Il presidio
No di Viviani al sindaco «Non torno indietro»
L’ex presidente della Pietrasanta Sviluppo conferma la dimissioni Pd: il castello di potere del centrodestra continua a perdere pezzi
PIETRASANTA
Claudio Viviani si dimette da amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo e l’amministrazione Giovannetti si scopre in seria difficoltà a livello operativo e politico. Tanto che ieri mattina, sindaco&co hanno provato a convincere lo stesso Viviani a fare un passo indietro: «ripensaci», il mantra evocato dagli amministratori comunali. La risposta? «Le mie sono dimissioni irrevocabili: nessun problema personale, anzi, con il Sindaco ho un ottimo rapporto umano, ma io sono un uomo del fare e se devo stare a scaldare una sedia, ci mettano qualcun altro» il pensiero di Viviani.
Capitolo chiuso? A quanto pare sì, ma intanto è già tempo di toto-nomine per la successione. Anche perché alle porte c’è una stagione balneare, già complicata, con il Bagno comunale – fra le competenze della Pietrasanta Sviluppo – che va gestito.
Nel frattempo il Partito Democratico prende posizione sulla vicenda. «Viviani è un uomo di grande peso nella maggioranza politica cittadina: ha contribuito a fare vincere le elezioni prima a Mallegni e poi a Giovannetti. Con le sue dimissioni il castello di potere del centrodestra pietrasantino sta perdendo pezzi importanti, e ci si avvicina a nuovi riposizionamenti che stravolgeranno il classico palcoscenico della politica cittadina, con scenari a nostro avviso inaspettati. Alcuni mesi fa avevamo chiesto le sue dimissioni: richiesta che non passò in consiglio comunale – dicono dal Pd – per un voto. Con lo stesso Viviani che oggi parla di inadempienze e mancanza di risposte da parte dell’amministrazione riferendosi a Ex Pio Campana, Bagno Pietrasanta, parcheggi. La compagnia di Giovannetti perde dunque un altro pezzo del puzzle che lo ha sostenuto, prima i consiglieri Giulio Battaglini e Michele Balderi, poi il Presidente di Cav Liliana Ciaccio, ora Viviani: non male per soli due anni di amministrazione. Adesso vediamo se questa sedia lasciata vuota sarà assegnata – auspicano dal Pd – a qualcuno che ha esperienza e capacità amministrativa oppure se verrà attribuita con le logiche di appartenenza politica e soprattutto di subalternità ai voleri del timoniere. Ci preoccupa e non poco la situazione dei lavoratori della società rispetto ai quali ci sarebbe bisogno di impegno e concretezza e non di schermaglie politiche che di questo passo potrebbero anche portare alla chiusura. In tutti questi sommovimenti la Lega di Pietrasanta, che dovrebbe essere il partito guida dell’amministrazione, continua ad essere invece solo il terreno di battaglia su cui si gioca la partita di potere tra attuali ed ex di Forza Italia, come Mallegni e Mazzoni. Il partito di Berlusconi non conta più niente a livello nazionale, , ma nel nostro Comune continua a dettare in un modo o nell’altro la linea politica del centrodestra». –
Luca Basile
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