Meteo
Viviani: «Ècco perché lascio la Pietrasanta Sviluppo»
Dimissioni irrevocabili per il presidente della società partecipata: «Solo ostacoli, nessuna risposta e disinteresse da parte del Comune»
PIETRASANTA
«Quando vedi che non ci sono risposte, non c’è collaborazione, ma solo chiacchiere, ostacoli e perdite di tempo, allora è meglio chiuderla lì e andarsene. Ed è quello che ho fatto». Claudio Viviani, dopo cinque anni alla guida come amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo, la società patrimoniale comunale, ha deciso di dimettersi. «Lo scriva: dimissioni irrevocabili. Mi ha chiamato il sindaco: ho ribadito anche a lui che non torno indietro. Sapeva benissimo Alberto Giovannetti del mio malcontento, come lo sapevano gli altri componenti della Giunta. Ma, come ho detto, non sono stati capaci di dare una risposta concreta alle tante questioni che sollevato, in questi ultimi anni, a tutela e valorizzazione della Pietrasanta Sviluppo».
È venuto meno il dialogo?
«Di parole inutili se ne sono spese anche troppe, ma venire a sapere dal giornale e non da chi amministra, che dal primo giugno, faccio un esempio, sarebbero stati riattivati i parcometri a Marina di Pietrasanta, settore di competenza della Pietrasanta Sviluppo, è stato motivo di amarezza. Un altro esempio: dal Comune non hanno fornito ai nostri lavoratori neppure una mascherina. Ci siamo dovuti arrangiare».
Cosa ne è stato del progetto di rifacimento del Bagno Pietrasanta?
«Tutto bloccato: riunioni su riunioni per arrivare a niente. L’idea delle nuove cabine è ferma lì, su carta: pareri, interpretazioni. E poi si ricominciava da capo. La burocrazia l’accetto, ma poi serve anche la volontà di fare le cose».
Da anni si parla di lottizzazione dell’ex Pio Campana: parole che non si sono tradotte però in fatti, perché?
«Perché la politica, e mi riferisco ai mandati Lombardi, Mallegni e Giovannetti, mai ha saputo dare seguito a un discorso concreto. Se non risolvi la questione del diritto di passo, degli accessi, come puoi pensare di vendere i terreni? E infatti non è stata risolta».
Qualcuno potrebbe obiettare: Viviani lascia ora perché gestire lo stabilimento balneare comunale, con le prescrizioni richieste e le responsabilità penali previste, significherebbe correre rischi. È così?
«Quel qualcuno evidentemente non mi conosce: ogni giorno, con le mie aziende mi assumo ogni genere di responsabilità. Ed è quello che ho fatto in tutti questi anni con la Pietrasanta Sviluppo. La spiaggia e lo stabilimento non sono un problema: si seguono le linee guida del Governo, magari facendo partire la stagione a luglio. La verità è che anche su questo fronte, al netto delle scarse indicazioni del Governo, dal Comune non ho avuto mai risposte alle mie legittime richieste di chiarimento».
I dipendenti della Pietrasanta Sviluppo, ci riferiamo alle cuoche e al personale del centro cottura di Strettoia, sono in cassa integrazione: utilizzare il personale in questione in altri ambiti comunali, era impossibile?
«Lo chieda a chi amministra: avevo proposto di farci assegnare le pulizie delle proprietà comunali, in modo tale da dare un supporto, economico a queste lavoratrici che, in silenzio e dignitosamente, stanno a casa e per le quali abbiamo anticipato quel poco di cassa integrazione che possiamo dare. Ma dal Comune non ne hanno voluto sapere».
Ha sentito il senatore Massimo Mallegni prima di dare le dimissioni?
«No e non lo sentirò neanche i prossimi giorni: sa che ho ragione e non mi chiamerà. Mentre voglio ringraziare il personale della Pietrasanta Sviluppo che è stato sempre serio e professionale e una nota di merito vorrei darla, per la disponibilità, al funzionario Marco Pelliccia e all’assessore Stefano Filié».
Il bilancio 2019, che a breve ufficializzerete, con quali numeri si è chiuso?
«Poco meno di 100 mila euro di utile di esercizio e pagamenti in regola con i fornitori. Voglio vedere chi ha qualcosa da obiettare. Il mio rammarico è che non ci hanno permesso di fare quello che era fattibile e utile per la nostra comunità. Hanno vinto la burocrazia, l’incompetenza di certe persone e l’incapacità nel trovare soluzioni. Sono molto deluso e molto infastidito. Non posso sacrificare affetti e lavoro per gestire una società che non sembra interessi a nessuno, questa è la verità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
