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effetti collaterali 

Meno visite a causa del covid, più rischi per la pelle

GIAN UGO BERTI
Meno visite a causa del covid, più rischi per la pelle

Con il lockdown c’è stato un calo  dei controlli ambulatoriali.  Attenzione al sole preso sul terrazzo di casa. I consigli del primario di dermatologia

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Di questi tempi, in passato, prima dell’inizio della stagione estiva, era buona norma ricorrere ad un consiglio del medico di fiducia. Oggi, le cose sono cambiate e così anche i livelli d’attenzione.

«La diffusione del covid19 ha impedito il regolare svolgimento delle attività ambulatoriali dermatologiche con conseguente diminuzione di visite di controllo e prevenzione; pertanto si raccomanda un’attenzione maggiore rispetto a quello che si era soliti fare». È chiaro il messaggio di buon senso e prudenza che emerge dalle parole di Franco Marsili, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia all’Ospedale Versilia. Anche perché, spiega, «la voglia di tornare alla normalità e alle abitudini tipiche di questa stagione è grande. In conseguenza dei divieti imposti ed in attesa di capire come e quando potremo tornare sulle spiagge, l’ingegno di ognuno di noi propone le più bizzarre soluzioni».

Sicuramente l’esposizione solare ha effetti benefici sulla nostra salute psico-fisica. È il suo parere. D’altra parte, aggiunge, «il tono dell’umore, messo a dura prova dalla pandemia (lockdown e crisi economica) può trarre vantaggi dal recupero dell’aspetto fisico partendo dalla tintarella. Fa bene poi a psoriasi, dermatite atopica, dermatite seborroica e sulla produzione di vitamina D (osteoporosi, prevenzione dei tumori)».

Ma attenzione. «È importante puntualizzare che, per ottenere tali benefici, sono sufficienti esposizioni protette, anche di breve durata».

A tale proposito dobbiamo ricordare la necessità di un atteggiamento corretto e coscienzioso per evitare i numerosi, e talvolta gravi, effetti negativi determinati dalle radiazioni solari. E gli effetti collaterali, non sono né pochi, né di lievi. «In particolare – sono sue parole - i danni possono essere acuti (eritema, ustione e dermatiti di varia natura) e/o cronici (foto invecchiamento) fino alla comparsa di veri e propri tumori (carcinomi e melanomi). Quindi, il suggerimento è la prudenza, specie in questa fase critica.

Ecco la spiegazione: «L’esposizione graduale che viene raccomandata per limitare gli effetti negativi, quest’anno non è possibile per cui si consiglia di mettere in atto comportamenti ancora più attenti (rispetto delle fasce orarie, utilizzo di creme ad alta protezione solare)».

E si arriva al punto delicato. Niente mare, quindi i terrazzi delle case sono spesso la scelta più facile. «Attenzione va posta al contesto ambientale – sono sue parole - che può far sottovalutare l’entità dell’esposizione in ragione del potere riflettente delle superfici, potenziare il danno indotto dai raggi ultravioletti e causare colpi di calore (terrazzi e balconi). «Oltre a questo – così prosegue Marsili - vanno considerate tutte le occasioni di esposizione inconsapevole, quali attività sportive all’aperto, giardinaggio ed hobbies di vario genere, che si sostituiscono alla classica frequentazione delle spiagge e degli stabilimenti balneari».

E i più fragili sono comunque sempre i bambini . «Particolare riguardo va riservato a loro, nuovamente liberi di scorrazzare all’aperto, che più degli altri risentono degli effetti nocivi dell’esposizione solare (utilizzo di cappelli, occhiali, creme e indumenti protettivi)».

Dunque, la tintarella a casa è possibile, ma soltanto seguendo le indicazioni degli esperti. —

GIAN UGO BERTI

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