Meteo
Meno visite a causa del covid, più rischi per la pelle
Con il lockdown c’è stato un calo dei controlli ambulatoriali. Attenzione al sole preso sul terrazzo di casa. I consigli del primario di dermatologia
VIAREGGIO
Di questi tempi, in passato, prima dell’inizio della stagione estiva, era buona norma ricorrere ad un consiglio del medico di fiducia. Oggi, le cose sono cambiate e così anche i livelli d’attenzione.
«La diffusione del covid19 ha impedito il regolare svolgimento delle attività ambulatoriali dermatologiche con conseguente diminuzione di visite di controllo e prevenzione; pertanto si raccomanda un’attenzione maggiore rispetto a quello che si era soliti fare». È chiaro il messaggio di buon senso e prudenza che emerge dalle parole di Franco Marsili, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia all’Ospedale Versilia. Anche perché, spiega, «la voglia di tornare alla normalità e alle abitudini tipiche di questa stagione è grande. In conseguenza dei divieti imposti ed in attesa di capire come e quando potremo tornare sulle spiagge, l’ingegno di ognuno di noi propone le più bizzarre soluzioni».
Sicuramente l’esposizione solare ha effetti benefici sulla nostra salute psico-fisica. È il suo parere. D’altra parte, aggiunge, «il tono dell’umore, messo a dura prova dalla pandemia (lockdown e crisi economica) può trarre vantaggi dal recupero dell’aspetto fisico partendo dalla tintarella. Fa bene poi a psoriasi, dermatite atopica, dermatite seborroica e sulla produzione di vitamina D (osteoporosi, prevenzione dei tumori)».
Ma attenzione. «È importante puntualizzare che, per ottenere tali benefici, sono sufficienti esposizioni protette, anche di breve durata».
A tale proposito dobbiamo ricordare la necessità di un atteggiamento corretto e coscienzioso per evitare i numerosi, e talvolta gravi, effetti negativi determinati dalle radiazioni solari. E gli effetti collaterali, non sono né pochi, né di lievi. «In particolare – sono sue parole - i danni possono essere acuti (eritema, ustione e dermatiti di varia natura) e/o cronici (foto invecchiamento) fino alla comparsa di veri e propri tumori (carcinomi e melanomi). Quindi, il suggerimento è la prudenza, specie in questa fase critica.
Ecco la spiegazione: «L’esposizione graduale che viene raccomandata per limitare gli effetti negativi, quest’anno non è possibile per cui si consiglia di mettere in atto comportamenti ancora più attenti (rispetto delle fasce orarie, utilizzo di creme ad alta protezione solare)».
E si arriva al punto delicato. Niente mare, quindi i terrazzi delle case sono spesso la scelta più facile. «Attenzione va posta al contesto ambientale – sono sue parole - che può far sottovalutare l’entità dell’esposizione in ragione del potere riflettente delle superfici, potenziare il danno indotto dai raggi ultravioletti e causare colpi di calore (terrazzi e balconi). «Oltre a questo – così prosegue Marsili - vanno considerate tutte le occasioni di esposizione inconsapevole, quali attività sportive all’aperto, giardinaggio ed hobbies di vario genere, che si sostituiscono alla classica frequentazione delle spiagge e degli stabilimenti balneari».
E i più fragili sono comunque sempre i bambini . «Particolare riguardo va riservato a loro, nuovamente liberi di scorrazzare all’aperto, che più degli altri risentono degli effetti nocivi dell’esposizione solare (utilizzo di cappelli, occhiali, creme e indumenti protettivi)».
Dunque, la tintarella a casa è possibile, ma soltanto seguendo le indicazioni degli esperti. —
GIAN UGO BERTI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
