Il Tirreno

Versilia

Il Centro Matteucci: i musei non saranno più gli stessi

Maria Cristina Ercini
Il Centro Matteucci: i musei non saranno più gli stessi

Ingressi scaglionati, niente code, programmazioni sempre più mirate e poi, sfruttando le potenzialità del digitale, grande spazio alle visite virtuali 

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Viareggio

I molti cambiamenti di stile di vita a cui ci ha costretto e costringerà la pandemia da Covid-19 impongono una riorganizzazione anche degli eventi museali e culturali di tutte le città, compresa la nostra. Ne parliamo con Elisabetta Matteucci, del Centro Matteucci per l'Arte Moderna di Viareggio, uno dei più importanti musei di arte moderna del nostro paese, che organizza ogni anno prestigiose mostre dedicate all'arte italiana del XIX e XX secolo.

Dottoressa Matteucci, come avete organizzato il lavoro in questi mesi di chiusura forzata?

«Lo stop ha dato un enorme impulso alla digitalizzazione anche nel nostro settore, che ci ha consentito di non interrompere le nostre attività. Infatti la Fondazione Matteucci ha intensificato la propria presenza sui social, promuovendo la comunicazione su Twitter, Instagram e Facebook e la risposta del pubblico virtuale non è mancata: il desiderio di farci visita è stato unanime».

Sarà un nuovo modo di approcciarsi alle visite nei musei e alle mostre?

«La sfida nel futuro immediato sarà far dialogare la sfera virtuale e quella reale in modo efficace, non si potrà più trascurare la potenzialità dei mezzi digitali. A questo proposito la Fondazione Matteucci, come altri musei, si avvale di una tecnologia innovativa che permette di visitare virtualmente le mostre in altissima definizione».

Secondo lei come si dovrà organizzare il mondo della cultura?

«Il ritorno alla normalità è, ovviamente, auspicato da tutti ma continuamente sentiamo dire che niente sarà più come prima. Un po' fa paura, ma deve essere anche lo stimolo ad impegnarci affinché i progetti maturati nel corso di questi mesi possano concretizzarsi con la piena coscienza che ognuno di noi modifichi abitudini e comportamenti e soprattutto si comporti seguendo le regole che ci hanno imposto, come il distanziamento sociale e l'uso delle mascherine. Per i musei sarà inevitabile scaglionare gli ingressi, ma guardiamo al lato positivo: ciò garantirà non soltanto una visita maggiormente godibile ma eliminerà, oltre alle code, il rischio di contagio».

Ritiene che da questa crisi potranno nascere nuove o diverse politiche turistico- culturali?

«Certamente, anche per il settore dei beni culturali dovranno essere pensate nuove politiche e strategie e, dato che il nostro paese ha la caratteristica unica di essere un museo a cielo aperto, l’adozione del digitale sarà anche in questo caso di grandissimo aiuto».

Nei prossimi mesi avremo significative riduzioni del numero di visitatori: al Centro Matteucci come pensate di supplire a una programmazione a regime ridotto?

«Inizialmente pensavamo di rimandare i progetti a tempi migliori, poi la voglia di reagire e la passione hanno prevalso e interpretando un pensiero diffuso ci siamo concentrati su un tema di fronte al quale siamo divenuti tutti molto sensibili: “All’aria aperta”. In sintesi, una serie di quadri straordinari di grandi maestri dell’800 e ‘900, accomunati dalla raffigurazione di immagini ispirate alla bellezza del paesaggio italiano. Inoltre, almeno per la nostra zona, sarà importante proporre iniziative anche nei mesi non prettamente stagionali, riuscire a farlo giocherà un ruolo determinante per il futuro». —

Maria Cristina Ercini

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