Italia
Crocifisso “abusivo” sul monte Croce
Mistero sull’autore che l’ha piazzato, forse è un artista Il Parco Apuane: «Nessuno ha autorizzato l’installazione»
stazzema
Forse è un artista – ignoto – che nello stile di Banksy si diverte a lasciare la propria firma senza farsi vedere sulle vette delle Alpi Apuane.
Oppure qualcuno ha voluto semplicemente ricordare così un amico appassionato di montagna scomparso prematuramente.
Sono queste due le spiegazioni che si stanno dando gli appassionati di escursionismo che hanno visto quella seconda croce apparire dall’oggi al domani sul monte Croce.
L’afflusso di gente di questi giorni proprio sul Croce, per ammirare la fioritura di giunchiglie, non ha fatto passare inosservato il secondo totem che è stato murato a pochi metri di distanza dalla più grande croce storica che svetta sulla cima.
È un crocifisso basso (circa mezzo metro), d’acciaio, e guarda il mare.
È stato fissato alla base con del cemento, però l’installazione è abusiva, come hanno spiegato dal Parco delle Alpi Apuane.
«Da tempo, il consiglio direttivo del Parco delle Apuane – spiega il direttore Antonio Bartelletti – ha approvato una norma con la quale si prevede sì l’autorizzazione a installare croci, e anche targhe votive in ricordo delle persone, e stabilisce dimensioni e caratteristiche, ma ogni volta serve appunto che siano segnalate, vagliate le richieste, e nel caso autorizzate. L’ok deve essere concesso anche dal Comune di appartenenza».
L’oggetto installato sul Croce nei giorni precedenti però non è passato attraverso tutto questo iter.
Non solo: non piace neppure a molti escursionisti che si sono lamentati su Facebook dopo le prime foto pubblicate da alcuni utenti; stessa cosa per quanto riguarda i residenti di Palagnana che hanno segnalato con rammarico il fatto all’amministrazione comunale di Stazzema.
Mentre una minoranza di persone non ha disdegnato la croce considerandola più un’opera d’arte che un simbolo religioso.
Di solito su ogni cima delle Apuane (e non solo) c’è una croce, è un’usanza, ma vengono apposte da comitati paesani o associazioni.
Come spiega il presidente del Cai (Club alpino italiano) di Pietrasanta, Francesco Battistini.
«Di solito, le croci storiche come troviamo sulla Pania o sul Prana nascono dalla volontà di un comitato o un gruppo di persone, che previa autorizzazione, si attrezzano per l’installazione. Così è stato fatto per tutte quelle messe negli ultimi 120 anni, quelle più grosse intendo».
Come appunto quella originaria che si trova anche sul Croce o sul monte Forato.
«Altri oggetti piccoli, come targhe, ci sono – prosegue Battistini – e spesso sono lì senza permesso, per ricordare amici scomparsi. Ad esempio ricordo una croce piccolina sul monte Sumbra».
E difatti qualcuno ipotizza che dietro questo omino apparso sul Croce, stilizzato e crocifisso, ci sia la stessa mano (forse di un artista?) che ha realizzato altre figure stilizzate che si trovano sulla Pania, sul Sumbra, sul monte Altissimo e sul monte Forato. Al momento il mistero del crocifisso resta tale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
