Il Tirreno

Versilia

IL CASO 

La beffa delle autoscuole: possono aprire ma non lavorare

Maria Cristina ErcinI

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Viareggio

Possono aprire ma non possono lavorare. Questo il paradosso delle Autoscuole che per decreto, in base al loro codice Ateco 85.53 potrebbero rimanere aperte ma in realtà corsi teorici e pratici sono vietati e gli esami di teoria e guida bloccati, quindi, di fatto non possono lavorare. «Non è chiaro se si siano dimenticati di noi – dice Chiara Lenci titolare della storica autoscuola Lenci di Viareggio – o se il Governo ha preso un clamoroso abbaglio nei nostri confronti. In Italia ci sono 7.000 scuole guida con un indotto di oltre 30.000 dipendenti, eppure ormai da tre mesi nessuno può lavorare e di aiuti se sono visti pochissimi sia a livello di cassa integrazione che del bonus dei 600 euro. Dal 4 maggio possiamo riaprire, ma per cosa? Solo per affrontare ulteriori spese se, comunque, le persone non possono uscire se non per motivi di comprovata esigenza, e noi non rientriamo certo fra queste. Inoltre comunque non si possono fare le lezioni né sostenere gli esami. Quindi che senso ha aprire?».

In base al codice Ateco 85 queste attività rientrano nelle categoria dell'istruzione, eppure non si può fare didattica a distanza. Perché? Lo spiega l'ingegner Alessandro Iacopini, responsabile dell'Autoscuola Iacopini. «Il nostro codice Ateco, 85.53 in cui 85 corrisponde all'istruzione, e il 35 alle autoscuole e scuole nautiche, ma non possiamo fare didattica a distanza perché il decreto legge 616 del 1977 di fatto ce lo vieta, dobbiamo tenere le lezioni in classi appositamente attrezzate. Le nostre attività sono ormai ferme, anche se potrebbero stare aperte. da tre mesi. Gli ultimi esami sono stati fatti ad inizio marzo, poi c'è stato il blocco e ci siamo dovuti fermare».

Non è ancora chiaro come e quando potranno ricominciare a pieno regime. «Per il momento - viene sottolineato - non abbiamo avuto specifiche direttive, sappiamo solo che gli esami sono sospesi, anche perché gli esaminatori sono dipendenti pubblici per i quali sono state vietate le trasferte, quindi non possono venire a far sostenere gli esami». Se per le lezioni teoriche, con le accortezze richieste dalla circolare 38 della Regione in tema di distanza e dispositivi di sicurezza sembra più facile, per le lezioni pratiche di guida come si potrà fare? «Vorremmo saperlo anche noi – conclude Chiara Lenci - ma nessuno ci ha fornito specifiche informazioni. In auto gli istruttori sono costretti a stare davanti con l'allievo e la distanza non è certo quella prevista. Indosseremo doppia mascherina sia noi che gli allievi, indosseremo i guanti, sanificheremo le automobili ad ogni cambio di lezione ma in realtà non sappiamo se sarà sufficiente. Una cosa certa c'è, le nostre principali associazioni di categoria, la Confarca e la Unasca, si sono mosse chiedendo un incontro con i rappresentanti del Governo nella speranza che vengano ascoltati e soprattutto che la politica pensi anche a noi», —

Maria Cristina ErcinI

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