Il presidio
Il presidente di Villa Bertelli «Penso a un calendario ridotto»
Ermindo Tucci al Tirreno confessa la sua volontà di tagliare i grandi eventi «Se sarà possibile proporremo attività culturali per un pubblico limitato»
FORTE DEI MARMI
Vittoria Apuana accende una luce di speranza per l’estate. Anche se, è chiaro a tutti, che non sarà un’estate come le altre. È di qualche giorno fa infatti la notizia che Villa Bertelli edizione 2020 ripartirà con una mostra di Oliviero Rainaldi. Una quarantina di opere in tutto, di piccole e grandi dimensioni, capaci di raccontare l’evoluzione dell’artista. È quindi dall’arte che la vita culturale del paese riparte, lanciando un messaggio di speranza a chi lavora nel settore turistico. Le linee guida del governo per gli eventi estivi non sono ancora arrivate, ma intanto c’è chi si organizza.
«Così facendo si riaprono dunque, e finalmente, i cancelli della Villa – spiega al telefono il presidente del Comitato di Villa Bertelli, Ermindo Tucci – e lo faremo appunto con un’esposizione artistica curata da Beatrice Audrito. Chiaramente il percorso è facilitato dal fatto che per le mostre e i musei sono state già stabilite regole e protocolli e quindi siamo sicuri di quello che potremo fare e controllare».
E per il resto?
«Come sapete era già tutto programmato, compresa la novità di “Parliamone in Villa”, un talk show con volti noti del giornalismo nazionale, della cultura e della musica che avrebbe dovuto segnare la proposta primaverile ma poi è stato cancellato tutto per l’emergenza coronavirus. Francamente qualcosa di questi programmi, se sarà possibile, mi piacerebbe recuperare soprattutto per la qualità degli ospiti che avevamo coinvolto. Tuttavia non sta a noi adesso fare la prima mossa: noi siamo pronti e disponibili con le mostre e se sarà minimamente possibile fare anche qualcos’altro, ci saremo. Personalmente, se sarà possibile, non penso a proporre grandi cose, ma piuttosto a intrattenimenti culturali con un pubblico limitato».
Quindi niente film o cineforum, a differenza degli altri luoghi versiliesi della cultura...
«Esattamente perché per la villa di Vittoria Apuana non mi sembrano praticabili, né interessanti per noi soluzioni di tipo cinematografico come sembrano emergere dalla cronaca per altre organizzazioni simili alla nostra, sia perché questo genere di spettacoli pongono problematiche di sicurezza e prevenzione non dissimili dagli altri spettacoli, sia perché sembra che ce ne saranno già fin troppe di proiezioni (e i cinema veri, assisteranno impotenti?, ndr) e sia, infine, perché credo che sul piano economico le amministrazioni locali, quest’estate, faranno bene a privilegiare gli aiuti alle attività economiche e turistiche, sacrificando la spesa per l’intrattenimento culturale». —
Angelo Petri
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