Il presidio
Piazzone, la rabbia dei commercianti
«Di fronte al privato siamo spogliati di ogni tutela» Batistini (Articolo1): «I conti tornano se rimane del Comune»
viareggio
I commercianti del mercato di piazza Cavour, riuniti nel Centro naturale commerciale del quale oggi resta molto poco, sono amareggiati e preoccupati della sorte che li attende a Piazzone ristrutturato dal concessionario privato, quale che sia dopo la gara che il Comune dovrà avviare. «Cinque anni di prese in giro per arrivare all'epilogo amaro, preparato, e studiato con cura e con disprezzo», sono le parole forti che il Centro commerciale - presieduto da Stefano Lazzarini - utilizza. Andando con la mente ai tanti che in questi anni si sono persi per strada, hanno deciso di mollare presi dall’incertezza continua relativa al futuro del cuore commerciale di Viareggio. Commercianti - è il senso del comunicato - che hanno fatto la storia del Piazzone, con il caldo dell’estate ed il freddo dell’inverno, al lavoro in un bene pubblico che, amministrazione dopo amministrazione, si è lasciato degradare chiudendo gli occhi per anni sulle mancate riscossioni.
«Siamo noi quelli a cui venivano raccontate meraviglie future fatte di bellezza, intrise di tutele e di riguardo per i nostri sacrifici lavorativi ed economici, per le nostre famiglie», ricordano i commercianti ai quali è stato chiesto di credere «in un futuro giusto per quelli come noi che resistevano, si impegnavano, quelli che la mattina tiravano su la saracinesca». In un Piazzone che ha visto chiudere chioschi ed attività nei fondi, una dopo l’altra. E per il quale - sottolineano i commercianti - «oggi si va alla gestione di un privato che tutto potrà», che sarà “padrone” in tutto e per tutto di chi, fino ad oggi, ha pensato di essere invece “padrone” della propria sudata attività: «Lasciati nudi e spogliati di qualsiasi tutela e di ogni diritto di scelta», sono le parole amareggiate.
Tra i commercianti del Piazzone anche Antonio Batistini, consigliere comunale (Gruppo misto, per Articolo1), che non ha partecipato alla votazione sul progetto messo a gara e ci tiene a precisare: «Ho ritenuto di non partecipare in quanto interessato direttamente alla vicenda. Ma il mio parere è nettamente contrario». Batistini è chiaro: «Il Comune abdica a qualsiasi potere su quest’area che diventerà una Repubblica a sè nel comune di Viareggio, dove il privato farà quello che gli pare e lo dimostra il Regolamento allegato al progetto». Batistini, nell’intervento in consiglio comunale lunedì, è entrato nel dettaglio dei conti dell’operazione: «Si va a prendere un canone di concessione in 40 anni di 2 milioni e 250mila euro. In 40 anni questo è quanto il Comune di Viareggio riceverà. Bene. Affittando normalmente, con un po’ di sconto per la messa a norma dei fondi, a chi era interessato il Comune avrebbe ricavato la stessa somma in 7 anni. In 40 anni, con le cifre che si pagano adesso, il Comune avrebbe recuperato 12 milioni da questa area».
Denaro che potrebbe essere impegnato in grande misura per il recupero a tutto campo dell’intera area. «Ho dimostrato con questi conteggi che non vi è alcun interesse pubblico», aggiunge Batistini: «Vi è ritorno economico solo mantenendo pubblico il Piazzone. Il cui recupero, previsto comunque in tre anni dal progetto del privato, è fattibile dal Comune». —
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