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Versilia

Magnani (Cna): molti artigiani si indebiteranno per ripartire

Cesare Bonifazi
Magnani (Cna): molti artigiani si indebiteranno per ripartire

Secondo il vicepresidente dell’associazione la liquidità non basta «Anche col via dell’esecutivo non ci sarà alcun fatturato fino a giugno» 

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la testimonianza

La riapertura può servire ma sono comunque molti gli artigiani che in questo momento di difficoltà stanno pensando a chiudere definitivamente: sono schiacciati dagli affitti, dai contributi, dalle bollette e i soldi del governo tramite le banche non bastano.

«La mia ditta ha riaperto proprio in questi giorni - racconta Marco Magnani, vicepresidente di Cna e imprenditore edile - avevamo dei cantieri da aprire e le lavorazioni sono ricominciati. Ma fintanto che non potremo chiedere anticipi, ovvero quando i lavori saranno bene avviati, per noi è difficile riaprire. Parlo per la mia esperienza: finora ho dovuto mettere mano al portafoglio per pagare stipendi e fornitori, adesso che la liquidità manca, arrivare a giugno è molto difficile».

Una speranza sembrano possono essere i soldi che il governo dà alle imprese che ne fanno richiesta attraverso le banche. Si tratta di prestiti che però sono difficili da ottenere e capita che il denaro serva per rientrare con i fidi o di debiti.

«C’è stata una fase iniziale di questa emergenza - continua Magnani - in cui le banche hanno permesso ad alcuni imprenditori di sforare con il proprio fido, di rinegoziarlo. Ovviamente molti imprenditori, che si trovavano alle strette hanno accettato. Nel mio caso, ho una ditta che, diciamo, fattura 200mila euro. Quindi teoricamente avrei diritto a 50mila euro che i miei istituti di credito hanno già richiesto. Il problema è che su questi, circa 25mila euro serviranno per rientrare e solo l’altra metà spero di poterla usare per la ripartenza. La mia è ovviamente una speranza perché non è detto che non debba spenderli per altro».

E conclude: «Tanti imprenditori non possono permettersi di chiudere, perché già in difficoltà dopo 10 anni di crisi. Amano la propria azienda e non vorrebbero lasciare senza lavoro dipendenti e collaboratori in un momento così difficile. Si troveranno a dover accettare di indebitarsi ulteriormente per andare avanti. Il governo dovrebbe accelerare le erogazioni per dargli almeno questa gravosa possibilità. Non basta aprire - conclude Magnani - serviva un piano di ampia portata con interessi bassi e rientri a più lungo respiro». —

Cesare Bonifazi

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