Il Tirreno

Versilia

Il Covid fa altre due vittime a Viareggio e in Alta Versilia

di Roy Lepore e Tiziano Baldi Galleni
Il Covid fa altre due vittime a Viareggio e in Alta Versilia

Addio a Guido Billé, 83 anni di Viareggio, e Luigi Giacomo Olati, 87 anni, che abitava a Terrinca

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VIAREGGIO. Vite che continuano a spezzarsi. La Versilia conta altri due decessi negli ultimi due giorni a causa del Covid e nove nuove positività: una a Seravezza, quattro a Viareggio, una a Forte, tre a Pietrsanta.

È scomparso ieri Guido Billé detto “Il Comandante Ghigo”, aveva 83 anni. Era ricoverato al Versilia dal 23 marzo. Nato a Viareggio, era capitano di Lungo Corso e medaglia d’onore di Lunga navigazione. Abitava in Darsena ed era molto conosciuto, sia negli ambienti marittimi, che in quelli sportivi. Negli anni 50 infatti ha giocato infatti come mezz’ala, sia nel Viareggio calcio che nella Sanremese. Ha iniziato da giovane a fare la vita del “lupo di mare” . In poco tempo, grazie alla sua abilità e alla passione per il mare, ha assunto il comando di navi mercantili per poi passare a quelle passeggeri della linea Costa. Ha terminato la sua carriera sui più importanti yacht della marineria viareggina.

Era un appassionato di filatelia e di modellismo navale: ha costruito infatti modelli di piccoli velieri per i quali ha ottenuto riconoscimenti in numerose esposizioni. Lascia la moglie Anna dopo 59 anni di matrimonio e i figli Lucia e Claudio: «Ringraziamo tutti quanti ci hanno dimostrato vicinanza – dicono – in particolar modo i dottori ed infermieri del reparto Covid per la dedizione e professionalità».

L’Alta Versilia invece piange Luigi Giacomo Olati, 87 anni, originario di Milano ma da anni residente a Terrinca da trent’anni con la moglie Adriana. Proprio nella frazione stazzemese la coppia aveva deciso di trascorrere la vecchiaia. È la terza vittima di Covid di Stazzema. Era stato x operaio Atm (l’azienda del trasporto pubblico di Milano).

La prima ad essere stata contagiata in famiglia era stata la moglie di 83 anni, a febbraio. «Mi madre per fortuna ora sta bene», spiega la figlia Doriana da Biella. Anche Luigi si era ammalato. Era stato necessario l’isolamento nella villa San Lorenzo a Seravezza ma le sue condizioni sembravano stabili, senza infezioni. Ma poi la situazione si è aggravata, è stato portato al Versilia, lì le sue condizioni sono peggiorate.

«Mio padre aveva tante patologie – prosegue Doriana – in ospedale ha avuto infermieri e medici meravigliosi, che hanno lottato insieme a lui. Rimane l’amarezza di non essergli potuta rimanere accanto nel momento del bisogno. A Terrinca aveva trovato un paese simile a quello in cui era nato, a Pavia. Mia madre continuerà a vivere là».

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