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Sette vigili urbani contro il Comune
Hanno fatto ricorso al tribunale per contestare la richiesta di restituire il pagamento di ferie secondo l’ente non dovute
SERAVEZZA. Per alcuni vigili di polizia municipale in gioco c’è qualche migliaia di euro, per altri pochi spiccioli. Sono rimborsi che la ragioneria del Comune di Seravezza ha chiesto indietro (per cinque anni) a una quindicina di agenti ed ex agenti della municipale del comando di Querceta per ferie pagate ma che secondo gli uffici comunali non erano dovute. Adesso sette vigili urbani hanno fatto ricorso al giudice, perché in ballo c’è anche una questione di principio: il diritto di recuperare (come ferie) i giorni infrasettimanali di festa che gli agenti sono chiamati a lavorare, come il 25 aprile, il primo maggio o Natale.
Si tratta di una situazione non certo piacevole per l’amministrazione del sindaco Riccardo Tarabella, causata da un conflitto su un’interpretazione di legge che da circa due anni vede la contrapposizione fra alcuni uffici del Comune e il comando di polizia municipale. Tuttavia l’assessore alla polizia municipale Dino Vené e la consigliera al personale Sabrina Verona sono pronti alla massima collaborazione per andare incontro ai vigili nell’ipotesi in cui il giudice confermasse la linea del Comune.
In almeno un caso la richiesta di rimborso è di circa 5mila euro. «Sono 7 gli agenti che hanno fatto ricorso, coinvolti ci sono anche dipendenti che nel frattempo si sono spostati in servizio in altri comuni o enti – spiega Vené - i tribunali sono chiusi fino a maggio poi vedremo come si esprimerà il giudice. Da parte nostra c’è l’interesse a mitigare il problema e trovare un accordo fra i vari uffici, stiamo lavorando con Sabrina Verona su questo».
Secondo gli uffici, gli agenti coinvolti si sarebbero visti accreditare una somma equivalente alle ferie fatte, alla quale non avevano diritto. «Se il giudice confermerà che gli agenti dovranno rimborsare il Comune - viene sottolineato - il rimborso potrà avvenire in più tranche o come attività compensativa che va a scalare il debito. Ma questa fase sarà stabilita se e dopo che verrà determinato il diritto di una parte».
Il sindacato della Cisl-Fp è però convinto che gli uffici di Seravezza abbiano preso una cantonata, tanto che nel 2018 avevano chiesto di sospendere questa azione finché non ci fosse stato un parere autorevole. I sindacati avevano inoltre chiesto un confronto alla prefettura con tutte le sigle sindacali. Invece a fine 2019 gli agenti hanno ricevuto le ingiunzioni di pagamento.
Nel 2018 in realtà è già arrivato un parere, non della funzione pubblica ma dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni). Un’interpretazione – favorevole al Comune - di parte però secondo i sindacati poiché Aran è un’agenzia del governo. «I ricorsi sono stati instaurati e la vicenda adesso è sulla scrivania del giudice – spiega Sabrina Verona - che spero possa definitivamente fare chiarezza sull’interpretazione di queste norme, e ciò in attesa di un necessario intervento riformatore in materia che sarebbe auspicabile anche per garantire omogeneità di trattamento tra i vari comuni. Abbiamo lavorato cercando di avvicinare le posizioni, alcuni dei dipendenti hanno trattato rinunciando al contenzioso, altri invece hanno deciso di intraprendere formale azione. In attesa di una decisione dirimente e definitiva del tribunale abbiamo accolto con favore l’opportunità di non opporsi alla richiesta di sospensione della esecutorietà dei titoli già formalizzata dai ricorrenti». —
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