Meteo
La rabbia dei parrucchieri per la mancata riapertura: «Sarà difficile sopravvivere»
VIAREGGIO. «Siamo disperati. Una doccia fredda che non ci aspettavamo». Questo l’urlo di rabbia dei parrucchieri che secondo le ultime direttive del Governo dovranno rimanere chiusi fino al 1° giugno. Ne abbiamo parlato con i titolari di tre fra i saloni più rappresentativi della città: Chiocchetti Paolo Coiffeur, Hair Studio Mario, Hair Diffusion Franca Ferrucci.
«Il discorso di domenica sera del premier Giuseppe Conte – sostiene Paolo Chiocchetti – lui, per altro perfettamente pettinato e con il taglio fresco, ci ha gettato nella più profonda disperazione. Eravamo convinti di aprire a metà di maggio, invece niente da fare. Nel mio salone, come in molti altri, eravamo già pronti: abbiamo acquistato tutto quello che occorre per la sanificazione e per lavorare in sicurezza per noi e per le nostre clienti, dai kimono agli asciugamani, dai guanti alle mascherine monouso e tutto quanto necessario per sterilizzare le attrezzature. Un danno irreversibile. Il nostro settore conta circa 500mila addetti, tutti a casa, senza peraltro avere ricevuto almeno per ora nessun contributo. Credo che molti di noi non avranno la forza di riaprire, perché intanto le spese vanno avanti, bollette, affitti e senza incasso».
«Io faccio parte del direttivo “Incontra i Maestri” – racconta Mario Stagi titolare di Hair Studio Mario, un’associazione di categoria che raccoglie i migliori parrucchieri d’Italia - ci sentiamo quotidianamente e quello che viene fuori è totale disperazione. Si prevede una chiusura di almeno il 30% delle attività. I saloni hanno già speso diverse migliaia di euro per mettersi a norma sicuri di ripartire. Per i dispositivi di sicurezza che abbiamo adottato siamo come dei chirurghi, per cui proprio non riusciamo a darci pace per questa scelta di un governo che ha fatto solo promesse e pochi fatti. Invece eccoci qui a leccarci le ferite e a non sapere più come venirne fuori, sia per noi che per i nostri dipendenti. Senza contare che il problema è anche per le nostre clienti, costrette a stare in casa, in disordine con i capelli lunghi, con la ricrescita: al loro benessere psicologico nessuno ci ha pensato?».
«Il discorso del presidente del consiglio è secondo noi – ci dice Denise Del Carlo del salone Franca Ferrucci – un vero e proprio incentivo al lavoro nero. Perché è inutile nasconderci dietro un dito. La gente ha bisogno di soldi per mangiare, e molti andranno a casa a fare i capelli per guadagnare almeno la giornata. Questo è folle. Ci sentiamo soli e abbondonati da tutti. Speravamo che almeno le grosse aziende che producono prodotti e materiali per capelli facessero la voce grossa e in qualche modo lottassero affinché i saloni potessero riaprire, invece oltre il danno la beffa. Siamo allo sfacelo completo e sarà dura per molti poter tirare di nuovo su la serranda». —
Maria Cristina Ercini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
