Il Tirreno

Versilia

Nautica, la Regione fa ripartire il confronto

Donatella Francesconi
Nautica, la Regione fa ripartire il confronto

Oggi l’incontro a Firenze dopo mesi. Sulla ripresa della produzione i tempi slittano ed è scontro tra Confindustria e Fiom-Cgil provinciale

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VIAREGGIO

Confronto sulla nautica in Regione come da convocazione arrivata da Firenze a tutti i soggetti interessati. L'allarme lanciato dalla Fiom-Cgil regionale sui criteri della ripresa produttiva, che non è fissata per oggi come richiesto da Confindustria Nautica - ha trovato ascolto e domani si torna a quel confronto da troppo tempo interrotto. «Il tavolo regionale che doveva definire un protocollo per il sostegno alle attività di sviluppo e la sicurezza nei luoghi di lavoro del settore della nautica in Toscana non è mai stato portato a compimento», aveva ricordato appena qualche giorno fa il segretario regionale della Fiom, Massimo Braccini. A Viareggio i sindacati stanno firmando con i cantieri non aderenti a Confindustria i protocolli di sicurezza in vista della ripresa produttiva. Al sindaco Giorgio Del Ghingaro ed al presidente della Regione, Enrico Rossi, che hanno sostenuto - inviando una lettera al ministro Stefano Patuanelli, con tanto di dettagli su come organizzare il lavoro - rispondono Nicola Riva, Fiom Versilia, e Giacomo Saisi per la Uilm-Uil. «Al di là della legittimità di ogni atto che un amministratore possa compiere, vi sarebbe la necessità che certe operazioni politiche trovassero qualche fondamento o conoscenza specifica. Per questo noi diciamo a ciascuno il suo mestiere». Nel merito Riva e Saisi argomentano: «Sulla riapertura il 27 per noi riapre chi ha creato le condizioni di sicurezza e definito i protocolli di applicazione e verifica delle stesse. Diversamente, siccome la fretta è da sempre cattiva consigliera, meglio usare i giorni che ci restano da qui al 4 maggio per fare le intese con le aziende».

Sabato Confindustria Nautica e Confindustria Toscana Nord avevano replicato alla Fiom Versilia specificando che i cantieri aderenti alla associazione applicano il Protocollo di sicurezza concordato con il Governo. «Nelle nostre discussioni i contenuti del Protocollo nazionale c'erano già due settimane fa», è la risposta di Nicola Riva: «Se, nel frattempo, le condizioni sono maturate per la loro applicazione grazie anche all'accordo nazionale noi restiamo disponibili al confronto e alla stesura di un documento che davvero risponda alle esigenze di un settore complesso e articolato». Ma il problema sembra essere un altro: ovvero, per dirlo con le parole dei cantieri aderenti a Confindustria, «l’inserimento (nei protocolli per le singole aziende, ndr) dell’obbligo di comunicazione ai sindacati delle ditte che lavorano nei cantieri dove non sono presenti le rappresentanze sindacali».

Se l'obiettivo - sottolinea la Fiom - «non è la sicurezza, ma l'esclusione dei lavoratori e dei loro rappresentanti dalla gestione di una situazione emergenziale, allora si sappia che non siamo stati e non saremo disponibili». —



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