Il presidio
Quadruplicate in tre anni le contravvenzioni stradali
Nel corso del 2019 sono state elevate multe per circa sette milioni di euro anche se il Comune ne ha incassate finora meno della metà
PIETRASANTA
Sette milioni di euro di multe. È l’importo accertato dal Comune di Pietrasanta, nel 2019, alla voce infrazioni al codice stradale. E il pensiero, ovviamente, non può non andare all’autovelox della discordia, quello che dal settembre 2018 è funzionante lungo la via Aurelia e ancora alle telecamere del semaforo di via Provinciale per Vallecchia.
«Fra il 2017 e il 2019 – come evidenziato dal bilancio consuntivo – in percentuale le sanzioni sono aumentate del 372,4% – 1. 493. 660 euro tre anni fa, tre milioni e mezzo di euro nel 2018 e appunto oltre 7 milioni a fine anno scorso – un bilancio basato su entrate straordinarie come le sanzioni di questo genere ha il fiato corto – fanno sapere Pd e Insieme per Pietrasanta – e infatti, già questo anno, a causa dell’emergenza ci sarà una vertiginosa diminuzione di entrate, mettendo di fatto il Comune in una crisi finanziaria che in questo momento si andrà a sommare con la crisi generale. La scelta dell’amministrazione Giovannetti di disseminare il territorio di autovelox si dimostra di fatto una tassa occulta e non si dica che è solo sicurezza stradale, perché con il passare del tempo le entrate da multe sembra essere costante E sia chiaro, a differenza di quanto affermato da chi amministra, per intendersi che parte delle entrate dalle multe finiscano al Ministero delle infrastrutture, l’intero gettito è invece assegnato al Comune. Perché questo non è stato comunicato ai cittadini? Inoltre, ci domandiamo che fine abbiano fatto tutti quei soldi: con quelle entrate le strade di Pietrasanta non dovrebbero esser piene di buche, ma ricoperte d’oro».
Secondo un calcolo, sommario, ipotizzando una sanzione media di 80 euro, nel 2019 a Pietrasanta sono state fatte circa 85 mila multe. «Quasi 10 multe in un anno a famiglia – rilanciano Pd e Insieme per Pietrasanta – anche se ad oggi sono stati riscossi solamente 3 milioni e 110 mila euro. Come mai la riscossione è solo al 44%, quando invece nel 2017, senza autovelox, era al 93% praticamente totale: forse i ricorsi sono troppi? Proprio a causa – chiedono Ettore Neri, Nicola Conti e Luciano Borzonasca – di un autovelox denso di contraddizioni? Altro elemento su cui fare chiarezza. Ma come può un Comune che basa la sua salute economica sulle multe emesse per eccesso di velocità agli automobilisti pensare di andare in una direzione di mobilità sostenibile? Come è possibile investire in mezzi pubblici, percorsi ciclo-pedonali agevolando la mobilità leggera? Bisogna invertire la rotta il prima possibile, ridurre il numero di multe, ma garantire ugualmente la sicurezza stradale visto che ci sono molteplici dispositivi in grado di farlo senza per forza entrare nelle tasche dei cittadini, dei lavoratori e dei turisti». —
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