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Nautica, primi protocolli per ripartire in sicurezza
La Fiom-Cgil lancia l’allarme: «No ad aperture indiscriminate nel settore» Le nuove regole valgono per i dipendenti dei cantieri ed anche per quelli esterni
viareggio
No ad «aperture indiscriminate» nel settore della cantieristica nautica e sì, invece, ad utilizzare la settimana dal 27 aprile al 4 maggio «per definire ovunque i protocolli di intesa che garantiscano un rientro dei lavoratori in sicurezza». È la voce della Fiom-Cgil Versilia che due di questi Protocolli ha già firmato, con Azimut-Benetti e con Fipa. «Proprio nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) - spiega Nicola Riva, coordinatore Fiom Versilia - abbiamo definito il protocollo di sicurezza per la riapertura del cantiere Azimut-Benetti di Viareggio». Il “cuore” del protocollo è l’applicazione dello stesso anche a tutte le ditte degli appalti operanti, che dovranno fornire quotidianamente ai propri dipendenti mascherine e altri dispositivi di protezione, oltre a informare e formare tutti i lavoratori». Le regole definite sono tassative: «Chi non le rispetta - e vale per le imprese come per i singoli lavoratori - è fuori dal cantiere».
Tre i punti definiti, continua Riva, «la tabellazione di tutte le ore di lavoro rispetto al numero di persone che può stare al lavoro. Ma anche la necessità che ogni lavoratore in ingresso sia dotato di due mascherine, in modo da non restarne mai sprovvisti. E negli uffici, là dove non vi siano le distanze di sicurezza o non sia applicabile il lavoro da casa, allora devono essere installate le protezioni in plexigas».
Grande attenzione viene posta alle procedure e tempistiche di sanificazione e le nuove regole «si applicano a tutta l’area di cantiere, comprese le imbarcazioni in banchina e relativi equipaggi». Che, in alcuni casi, pur sanzionati nelle settimane dei controlli intensi continuano a fare gruppo e festa sotto gli occhi di tutti.
Le procedure previste saranno «monitorate», continua il sindacalista anche in riferimento al nuovo Protocollo nazionale siglato ieri che va ad aggiornare quello del 15 marzo scorso. Per quanto riguarda i pasti, al momento la mensa Azimut-Benetti «non riaprirà perché non ci sono le condizioni di sicurezza per il suo utilizzo». Ma gli accordi incorso per la gestione della turnistica dovrebbero far sì che si lasci il cantiere in tempo per il rientro a casa a pranzo o vi si arrivi dopo avere già consumato il pasto. Per quanto riguarda l’acqua, invece, «sarà distribuita dai distributori automatici». Gli spogliatoi, infine, «vedranno ingressi contingentati». Un quadro decisamente diverso da quello descritto da Confindustria nautica (Ucina), là dove si parla apertamente di «spogliatoi chiusi, con gli operai che arrivano in tuta e vanno in tuta, e fanno la doccia a casa».
L’accordo siglato con Azimut-Benetti, infine, «prevede la comunicazione e il conseguente coordinamento degli Rls di Azimut-Benetti con quelli delle imprese degli appalti. Da qui è auspicabile possa emergere una collaborazione utile a gestire nella massima sicurezza una fase difficilissima da affrontare».
Con un solo rammarico, conclude Riva: «Peccato davvero che analoghi contenuti non sia stato possibile condividerli con gli imprenditori della nautica aderenti a Confindustria, i quali ad oggi non sono disponibili a comunicare le generalità delle imprese, dei responsabili della sicurezza e dei rappresentanti dei lavoratori che lavorano presso i cantieri». —
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