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ALTRO CHE DRIVE-IN RIPARTIAMO CON LE BICI
Io davvero non vedo l’ora: prenderò l’auto in pieno luglio e passerò una quarantina di minuti in coda intorno alla rotonda di accesso dell’autostrada. E tutto questo per accedere alla Cittadella del Carnevale sigillato nelle mia quattro ruote con l’aria condizionata a palla, mentre intorno a me centinaia di tubi di scappamento daranno il loro contributo al surriscaldamento globale. Ma una volta arrivati in platea fra decine di auto, i finestrini dovrò aprirli, per sentire l’audio del film. Quando i 35 gradi esterni di tante lamiere surriscaldate invaderanno l’abitacolo, avrò davanti la tragica verità: la magia del cinema in sala non c’è. Il giorno dopo però potrò rifarmi: andrò nell’area Bussoladomani ed entrerò con l’auto per godermi da seduto un djset o un concerto funky. Se sono single, rigorosamente da solo. Nel caso ci sia una donna interessante su un’auto vicina, posso sempre prenderle la targa e fare richiesta al Pra per sapere come si chiama. Elettrizzante, no? Se ancora non mi basta, potrò provare l’ebbrezza di entrare nel centro di Pietrasanta in macchina. Purtroppo tanti altri avranno fatto come me, quindi non troverò parcheggio e tornerò a casa dopo aver girato 2 ore come un criceto nella sua ruota.
Lo so, è dura arrivare a fine maggio senza poter discutere dei rigori alla Juve, della difesa della Roma o della pazza Inter. Però adesso basta, dài. Siamo seri. Gli spazi all’aperto saranno fondamentali per la gestione del distanziamento fra le persone. Congestionarli di auto è l’ultima cosa che verrebbe in mente a dei sani di mente. È chiaro che in estate dovremo spalmarci in una miriade di eventi dai numeri contenuti. E che un mezzo come la bici diventerà ancora più strategico. In nome della salute, le nostre vite sono state stravolte. Per sbarrare spiagge, parchi e piazze si sono viste esibizioni muscolari anche stucchevoli. Meglio sarebbe che un po’ di quel fiero cipiglio fosse rimasto anche per imporre la rivoluzione sostenibile alla mobilità dei nostri centri: pedonalizzare di più e realizzare nuove piste ciclabili. Ho scritto “imporre”, sì, perché non c’è più tempo. Se però la nostra risposta è chiuderci in macchina o riempire le spiagge di plexiglas, be’, allora sarò muscolare anche io: ci meritiamo l’estinzione.
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