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Niente sospensioni: il Comune vuole rette e suolo pubblico
Arrivate le richieste dei pagamenti per i servizi individuali del primo trimestre Simonini: «Per i commercianti è già prevista la proroga al 30 maggio»
Cesare Bonifazi / Massarosa
Quarantena o meno, i servizi vanno pagati. Chi sperava in una sospensione si è sbagliato. L’amministrazione di Massarosa proprio in questi giorni ha fatto recapitare i pagamenti; per le scuole, le mense e il suolo pubblico in primo luogo. Si tratta ovviamente del dovuto per il primo trimestre del 2020. La cosa non poteva che agitare gli animi dei massarosesi che hanno chiesto, per motivi diversi, che questi pagamenti vengano rivisti. Sia i genitori che i commercianti del territorio.
Riguardo ai servizi scolastici ci sono stati dei casi in cui è avvenuto direttamente l’addebito per i primi due mesi dell’anno: «Nei giorni scorsi ci è arrivato l’addebito direttamente sul conto corrente per quanto riguarda rette e mensa - spiega un genitore - Il nido di Alice nel 2019 ci costava 248 euro al mese con orario part-time, nel 2020 350 euro al mese orario part-time. In totale ho speso 399,50 euro. Più di cento euro in più».
L’aumento è conseguente al fatto che il Comune ha dichiarato il dissesto e sono state aumentati tutti i tributi, ma c’è altro: «La questione riguarda il fatto che vengono richiesti questi soldi in un momento in cui molte famiglie sono in difficoltà e sarebbe stata perlomeno auspicabile una sospensione fintanto che l’emergenza non fosse finita. In più la delibera sugli aumenti si è attivata a metà dell’anno, speravamo che tutto sarebbe stato rimandato a settembre, con il nuovo anno scolastico. Chiederemo all’amministrazione di rivedere questa decisione, oppure andremo avanti nelle sedi opportune».
Il sindaco Alberto Coluccini spiega che la richiesta è necessaria: «Non possiamo non farlo, soprattutto per i servizi già erogati - dice al Tirreno - dal primo di gennaio il Comune ha incassato zero e in questi giorni di emergenza abbiamo comunque garantito tutti i servizi. Chi può permettersi di pagare, lo deve fare. Per chi è in difficoltà, studieremo delle forme di aiuto in seguito. Tuttavia, con il Comune al dissesto non possiamo non andare avanti con la gestione.
Stessa cosa è avvenuta per la Tosap, la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, i bollettini sono arrivati ai commercianti, anche bar e ristoranti che in questo periodo, per la maggior parte, sono chiusi. La protesta non si è fatta aspettare ieri in municipio: «Avevamo già un accordo con i commercianti - spiega l’assessore Franco Simonini - sono state mandate le richieste di pagamento entro la scadenza naturale del 30 aprile ma si possono pagare entro il 30 maggio e senza una mora sul dovuto. Abbiamo dunque un mese di tempo per capire in che modo intende muoversi il governo riguardo agli aiuti alle imprese per la prossima fase dell’emergenza. C’è da dire che mentre per il 2019 la cifra della Tosap era di 86mila euro, quella del 2020 prevedeva un aumento del 30% a causa del dissesto. Con questa emergenza è impossibile prevedere quanto possiamo incassare». —
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