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La Fiom ai cantieri: «Da oggi non è un liberi tutti»

D.F.
La Fiom ai cantieri: «Da oggi non è un liberi tutti»

Le imprese possono riaprire per la consegna delle barche terminate. Il sindacato chiede un Protocollo di sicurezza per tutti i metalmeccanici

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«Confidiamo nel Prefetto», mette le mani avanti Nicola Riva, responsabile Fiom Versilia, in vista della giornata di oggi che segna la prima settimana in cui i cantieri della nautica possono riaprire per la sola consegna delle imbarcazioni terminate, come da ordinanza della Regione Toscana. Fatto salvo il decreto del Governo pre Pasqua che ha dato il via libera a manutenzioni e sanificazioni nei locali delle imprese. «Non si tratta di un “liberi tutti”», sottolinea Riva, «e non si pensi che la prevista comunicazione al Prefetto significhi che siccome l’ho detto, allora sono a posto. Questa è un’interpretazione ampia ed estensiva che le imprese della nautica vorrebbero dare».

In un quadro in cui - va ricordato - tutti i cantieri che hanno chiesto alla Prefettura di Luca la deroga a proseguire le lavorazioni, hanno avuto risposta negativa dopo le accurate verifiche disposte dal Prefetto ed eseguite da vigili del fuoco, guardia di finanza e Capitaneria.

Nonostante questo radio-porto in questi giorni ha raccontato di imprese pronte a pagare di più ed a far lavorare di notte per venire incontro al pressing degli armatori stranieri.

Mauro Rossi, segretario della Fiom provinciale Lucca, lancia un appello alle associazioni imprenditoriali e alle Istituzioni locali: «Proponiamo che nella nostra provincia, nel settore metalmeccanico, si lavori per la condivisione di un apposito Protocollo che individui alcune linee guida a cui attenersi una volta che le produzioni ripartiranno, e che salvaguardi la salute dei lavoratori. Si dovranno assicurare sufficienti dispositivi di protezione individuale, adeguate e periodiche operazioni di sanificazione, modifiche dei tempi di lavoro, turni, massima flessibilità possibile in entrata ed uscita, corretto distanziamento e presenze rapportate agli spazi a disposizione, una valutazione attenta dello stato di salute di chi è chiamato a lavorare».

Pensare di ripartire come niente fosse accaduto ha un solo esito: riportare tutti serrati dentro casa. —

D.F.

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