Il Tirreno

Versilia

Il virus fa un’altra vittima in Versilia

Donatella Francesconi

Muore a Pietrasanta Gaetano Lastrucci, 83 anni. Altri otto casi positivi: in tutti e sette i comuni salgono a 451

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viareggio

Ancora un vittima dell’infezione da Covid-19 ed ancora un decesso che si registra a Pietrasanta, anche se in questo caso non si tratta di un ospite della Casa di riposo, come da verifica con la direzione della stessa. A non trovare scampo all’infezione è stato Gaetano Lastrucci, 83 anni. Una morte che va ad allungare la scia dei decessi in Versilia, che si avvicina ormai alla cinquantina di vittime, cadute una ad una sotto lo “strike” del virus.

Che - così il dato di ieri fornito dalla Asl Toscana Nord Ovest - fa contare in Versilia 8 tamponi positivi, con 8 pazienti curati a domicilio ed un solo ricovero in ospedale. I nuovi contagi sono così distribuiti: 4 a Viareggio, comune che passa a 140 contagiati; 2 a Camaiore, con 54 contagiati in tutto; 1 a Stazzema, che tocca quota 16 contagi; 1 a Massarosa, con un totale di 36 casi. Si ferma a quota 33 il contagio a Forte dei Marmi, mentre 78 in tutto sono i cittadini risultati positivi al tampone nel comune di Seravezza, e 87 in quello di Pietrasanta, al secondo posto per numero di contagi dopo Viareggio.

In totale la Versilia conta 451 contagiati totali (con 7 residenze da verificare da aggiungere ai numeri forniti per i sette comuni), dei quali 355 sono curati a domicilio e 96 hanno avuto necessità di ricovero in ospedale. Le quarantene in Versilia “veleggiano” verso quota 700, con 676 persone per le quali l’obbligo di restare in casa è totale e tassativo. Di queste, 235 sono a Viareggio.

La domanda di tutti è inevitabile: perché a fronte di una esigua minoranza di comportamenti non corretti secondo le disposizioni anti contagio, i tamponi positivi sembrano non trovare la discesa? La risposta è nel quadro fornito dalla Asl, ricordando i problemi che tutto il Sistema sanitario ha avuto con i reagenti per i tamponi, condizione che ha fatto slittare l’esecuzione dei tampini stessi. Per cui nei numeri forniti quotidianamente ci sono quelli relativi a persone che si sono contagiate 20 giorni fa, hanno accusato i primi sintomi, hanno richiesto il tampone, ma hanno dovuto attendere anche 10 giorni per effettuarlo. Non possono quindi essere considerati contagi “freschi”. Nel bollettino quotidiano, inoltre, sono compresi anche i secondi tamponi, quelli di controllo per chi era già risultato positivo: il numero entra nell’elenco, ma si tratta di una sola persona. «Quando i tamponi sono urgenti vengono effettuati velocemente», assicura la Asl: «Ed ora stiamo recuperando perché il problema con il reagente è stato superato». Questo significa che a breve davvero i dati saranno il più possibile la fotografia dei contagi più recenti. —





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