Il presidio
«Io, ferito dai carabinieri ho reagito a una spinta»
Parla l’uomo denunciato per resistenza e lesioni dopo la colluttazione di giovedì pomeriggio a Stiava
Cesare Bonifazi / Stiava
«Non mi sono ferito cadendo in terra, mi hanno spinto e ho reagito, poi sono stato picchiato». Luciano Sortino, denunciato dai carabinieri per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità, dà una versione differente sulla colluttazione che lo ha visto coinvolto giovedì nel tardo pomeriggio in una via di Stiava, vicino alla sua abitazione.
Secondo quanto riferito dai carabinieri, all’uomo era stato intimato di tornare a casa perché non rispettava le prescrizioni del Governo: era in giro con il cane. Le fonti dell’Arma riportano che i due carabinieri, all’invito di rientrare «di tutta risposta hanno ricevuto un secco rifiuto» e l’uomo ha detto «di non interessarsi delle leggi e che avrebbe continuato a fare quello che stava facendo. Quindi, mentre i militari gli chiedevano i documenti per la sanzione, Sortino ha iniziato ad inveire e a urlare contro di loro sferrando poi un pugno al volto ad uno dei due e un calcio al ginocchio all’altro. Si è graffiato quando è caduto in terra per bloccarlo».
Ma lo stiavese sostiene che alcune cose non si siano svolte esattamente nella maniera rappresentata dai militari e per questo che si è rivolto un avvocato per difendersi.
«Tutto quello che faccio nella mia giornata è portare fuori il cane - racconta Sortino - è lo stesso giro da almeno dieci anni. Soprattutto da quando ho perso il lavoro al calzaturificio, ben prima della quarantena. Mi hanno fermato un prima volta mi hanno detto che dovevo tornare a casa. Quindi mi sono avviato: ero piuttosto distante e quando sono ripassati ero proprio dietro casa. Erano due in macchina e mi hanno detto di nuovo di rientrare. Ma in quel momento ero proprio nelle vicinanze della mia abitazione - continua l’uomo - ho detto loro che mi dovevano dare il tempo di arrivare e l’hanno presa come una provocazione. Mi sono venuti incontro con fare minaccioso e dopo poco uno di loro mi ha dato una spinta. A quel punto gli ho detto testualmente “non potete mettermi le mani addosso perché io non ho fatto nulla”». Una vicina di Sortino, racconta di aver assistito alla scena: «Sembrava un controllo normale. Solo dopo, quando mi sono allontanata un attimo, ho sentito Luciano urlare ai carabinieri che non dovevano spingerlo, quando sono scesa l’ho visto a terra, i carabinieri lo picchiavano».
«Dato che continuavano a spingermi ho tirato un calcio per allontanarli - continua Sortino - e mi hanno picchiato. Hanno tirato fuori anche il manganello e credo anche che l’abbiano usato perché avevo il sangue sul viso. Quando sono andato in pronto soccorso mi hanno diagnosticato un trauma cranico al sopracciglio sinistro. Non so dirlo con sicurezza perché in quei momenti era tutto confuso».
Anche un militare è rimasto ferito: il referto medico riporta che Sortino, quando ormai era a terra, ha sferrato un pugno a uno dei due militari causandogli un ematoma, non quindi all’inizio ma durante la colluttazione. —
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