Il Tirreno

Versilia

«Test sul sangue, serve una programmazione»

Donatella Francesconi
«Test sul sangue, serve una programmazione»

Stefano Baccelli (Pd) spiega la scelta della Regione 

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il caso

Coinvolto dalla presidente della Croce Verde di Viareggio, Carla Vivoli, che aveva esigenza di soddisfare la richiesta di dipendenti e volontari in merito ad eseguire l’esame che tramite il sangue rivela se si è stati contagiati dal Covid-19 o se si è positivi, risponde il consigliere regionale del Pd, Stefano Baccelli sulla scelta della Regione Toscana di uno stop all’esecuzione degli esami del sangue da parte dei laboratori privati. «Occorre che i laboratori privati, pur convenzionati con il Sistema sanitario regionale, si convenzionino appositamente con la Regione».

Perché i test attraverso esame del sangue pongono un problema in caso di esito positivo del test stesso: «Il solo esame sierologico non ha valenza diagnostica. Dunque, chi vi si sottopone, in caso di positività all’infezione, deve immediatamente effettuare il tampone perché deve essere avviata tutta la procedura per la quarantena. C’è uno scarto, insomma, tra i testo sierologici e l’esito che danno e l’effettiva presenza del virus».

Al momento, la Regione Toscana ha deciso di eseguire i test da esame del sangue per le categorie più esposte: «Operatori sanitari, lavoratori delle farmacie, delle forze di polizia, vigili del fuoco, e chiunque aiuti ed assista la popolazione più anziana e più fragile», spiega ancora Baccelli. E, comunque, l’idea è che per sottoporsi al test sierologico privatamente serva «la richiesta del medico di famiglia o del pediatra». Per avere una «programmazione progressiva» di questo tipo di test. —

Donatella Francesconi

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