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Appello dei sindaci versiliesi alle banche: niente ritardi
Viareggio
I sette sindaci della Versilia hanno scritto una lettera agli istituto di credito maggiormente presenti sul territorio perché vengano accelerate tutte le pratiche affinché i lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza Covid-19 possano ricevere dalle banche un’anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga previsti nel Decreto Legge “cura-Italia” rispetto al momento di pagamento dell’Inps così come previsto dalla convenzione sottoscritta dall’Abi, l’associazione delle banche con il Governo, le Organizzazioni sindacali confederali, i sindacati del settore bancario, la Legacoop e tanti soggetti di rappresentanza di categoria, la convenzione nazionale che consente ai lavoratori.
L’Abi - l’associazione che raggruppa le banche - ha concordato modalità semplificate per determinare l’importo dell’anticipazione (1.400 euro), tenuto conto della durata massima dell’integrazione salariale – nove settimane – definita allo stato dal Decreto “Cura-Italia”, in considerazione dei bisogni immediati dei lavoratori sospesi dal lavoro e rendere operativa la misura nel più breve tempo possibile.
La convenzione prevede che le pratiche possano essere gestite da remoto con percorsi prioritari e facilitati per evitare code ed assembramenti, così da limitare l’accesso in filiale alle esigenze indifferibili per la tutela del personale bancario e dei richiedenti. «Invitiamo le banche e tutte le parti coinvolte, in particolare Inps, Regioni e Province autonome”, scrivono nell'appello i sette sindaci della Versilia, “che gestiscono gli ammortizzatori sociali, a collaborare per assicurare la più tempestiva attuazione della convenzione che è stata predisposta da Abi con il Governo e tutte le parti sociali e di rappresentanza di categoria. Chiediamo alle banche di farlo con sollecitudine ed evitando costi per i lavoratori che possono beneficiare dell’anticipazione in coerenza con le finalità e la valenza sociale dell’iniziativa».
«Nessuno - dicono ancora i sindaci nel loro comune appello - esce dalla crisi da solo e bisogna evitare che siano i più deboli e la parte produttiva del nostro Paese, i lavoratori, a pagare il prezzo più alto di questa situazione che ci impone soluzioni e che ciascuno faccia la propria parte. Come rappresentanti delle nostre comunità abbiamo il dovere di mettere in atto tutte le iniziative utili a non creare un bisogno diffuso, perché se vogliamo riprenderci la nostra vita, dobbiamo evitare di lasciare indietro qualcuno. Siamo certi che gli istituti di credito che sono sul territorio ed hanno a cuore questa terra, metteranno in atto tutte le iniziative per salvaguardare la popolazione e che lo faranno con la massima sollecitudine». —
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