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«Negozio chiuso ma dico no al bonus per le partite Iva»
David Bianchi, commerciante di abbigliamento, spiega il proprio gesto: «Non è una misura equa. Come non lo sono i provvedimenti del Comune»
viareggio
«Rinuncio ai 600 euro che il Governo stanzia per le partite Iva e voglio spiegare pubblicamente perché»: dalla via Garibaldi senza rumori, luci e clienti dei negozi si alza la voce di David Bianchi, titolare del “Lungo Canale Shop”, punto di riferimento per la moda di tendenza da donna e da uomo. Bianchi è uomo che non si perita di fare sapere come la pensa: «Voglio sottolineare che rinuncio perché non è una misura equa. Io, come altri colleghi, sono di quelli che hanno dovuto chiudere dopo il decreto dell’undici marzo. Ma tanti altri, che lavorano a partita Iva, sono attivi. Faccio l’esempio, per esempio, di un geometra». Ma si può pensare anche ad una delle figure più attive in questo momento di chiusura del Paese, come sono i “padroncini” di tutto il settore dei trasporti privati di merci che hanno incrementato l’attività.
Ma il ragionamento di Bianchi non punta a dividere o a dare facili giudizi, ma solo a tenere a riferimento la realtà. «L’attività commerciale di tutti noi rimane ferma, con decine di migliaia di euro di materiali fermi nei negozi, gli stipendi, le bollette, le spese. Mi è appena arrivata la bolletta delle luce delle mie attività: più di 500 euro. Di fatto quasi per intero il bonus del Governo».
Insomma, tutti uguali quando uguale, alla fine non è proprio nessuno. «C’è differenza tra equità ed uguaglianza», continua Bianchi: «Ormai delle nostre attività il Governo sa davvero proprio tutto. Non era difficile immaginare un provvedimento vero di sgravio effettivo, commisurato attività per attività». Ed è la contestazione di poca attinenza con la realtà mossa a Roma anche dalle associazioni di categoria che Banchi ci tiene «a ringraziare tutte, perché in questo momento le abbiamo davvero tanto vicine».
Il commerciante di via Garibaldi, mette il dito nella piaga anche delle misure a sostegno dell’economia locale annunciate dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, e non ancora votate dal consiglio comunale. «Tutti sgravi rivolti a tutti, in maniera uniforme, anche a chi è rimasto aperto. Ne usufruisce il supermercato che non ha sofferto della chiusura forza, anzi, così come il bar che magari aveva appena aperto, aveva finanziamenti e/o mutui e non sa neppure, oggi, se riaprirà mai più. C’è qualcosa che non va nelle scelte che sono state fatte». Ed anche in questa riflessione torna il tema posto da Bianchi: non è vero che dalla crisi economica da Coronavirus usciremo tutti uguali.
Perché per qualcuno rischia di non esserci davvero futuro alcuno. . —
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