Il presidio
L’Asl fa tamponi a tappeto su ospiti e personale delle strutture per anziani
Il responsabile della Zona distretto: situazione seria ma sotto controllo «Sono garantite tutte le misure di contenimento del virus»
i controlli
Tamponi a tappeto su ospiti e personale delle case di riposo. Non solo per chi è entrato in contatto stretto con i casi positivi al coronavirus, ma anche per tutti quelli che possano avere avuto a che fare con il malato nei giorni precedenti.
È Alessandro Campani, direttore della Zona distretto Versilia, a spiegare come si sta muovendo l’Asl rispetto al problema dei contagi nelle strutture assistite per anziani. Diciannove i contagi nelle Rsa versiliesi che ad oggi risultano all’Asl, su un totale di 177 ospiti. «La situazione è seria, ma sotto controllo – dice Campani – sono garantite tutte le misure di sicurezza previste per il contenimento del virus».
In particolare, prosegue Campani, «i tamponi che vengono fatti, nel giro di due o tre giorni, a tutti gli ospiti e al personale delle Rsa che sono entrati in contatto con il caso sospetto positivo al virus. La priorità è per i contatti stretti e via via vengono fatti i tamponi anche a chi ha avuto in qualche modo a che fare con la persona. È richiesto l’isolamento dei malati rispetto agli altri ospiti, ovviamente quelli che restano nella residenza perché non hanno necessità di essere ricoverati in ospedale. E, dopo ogni caso di paziente sospetto positivo, viene eseguita la sanificazione della struttura».
La preoccupazione delle famiglie che hanno parenti in queste residenze assistite, oltre che per chi ci lavora, è alta: parliamo di persone fragili e più esposte all’attacco del virus. «Posso assicurare – replica Campani – che stiamo facendo tutto quanto è necessario per arginare il nemico. L’Asl tiene sotto controllo le strutture e chi le gestisce, fa sopralluoghi e dà prescrizioni. Oltre che supporto, per quanto ci è possibile fare. Al momento in cui parliamo, tanto per capire, non ci risultano situazioni da allarme rosso per mascherine, guanti e in generale i dispositivi di protezione richiesti al personale. Questo non significa che abbassiamo la guardia, anzi la nostra vigilanza è massima. Ci sono dei protocolli che vanno rispettati e pretendiamo che lo siano».
Sull’argomento intervengono anche i sindacati, che si dicono molto preoccupati per la situazione delle Rsa in Versilia e provincia di Lucca.
«Nella battaglia contro il coronavirus stiamo registrando delle gravi situazioni: ci riferiamo alle Residenze sanitarie che anche nel nostro territorio registrano contagi da Covid-19, sia negli ospiti sia tra il personale – affermano Cgil, Cisl e Uil – Chiediamo con forza e preoccupazione, rivolgendoci al prefetto e all’Asl come alla protezione civile, di attivarsi affinché si dotino gli operatori di mascherine ffp2, non solo quelle chirurgiche, vista la presenza di ospiti con Covid-19. E in un momento di emergenza come questo sono fondamentali i tamponi sia per il personale della Asl sia per il personale delle cooperative. Serve subito un tavolo di crisi specifico su Lucca per monitorare tutto perché il problema rischia di esplodere. E bisogna iniziare a verificare la situazione nelle Rsa che, sull’emergenza Covid-19, rischiano di pagare il prezzo più alto. È lì – proseguono i sindacalisti – che si trovano infatti i soggetti più fragili, a rischio in caso di contagio da coronavirus, come purtroppo si registrano in alcune strutture. Utenti con gravi patologie e un esercito di professionisti dell’assistenza (operatori sociosanitari, infermieri, terapisti) che in queste settimane lavorano con abnegazione. Inoltre Regione e protezione civile devono aprire dei canali specifici di approvvigionamento per dispositivi di protezione individuale a prezzi calmierati, in modo da evitare le speculazioni che si trovano in giro». —
m.t.
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