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Il presidente del Seravezza Pozzi «Ci mancherà la tua intelligenza»
Il cordoglio dei primi cittadini di Stazzema e Forte dei Marmi i messaggi del Partito democratico e del Cro di Pozzi
IL LUTTO
Affetto, stima, riconoscenza. Sentimenti che contrassegnano i tanti messaggi che ieri hanno accompagnato la notizia della morte di Paolo Costa. Dal mondo delle istituzioni a quello dello sport, è stato un coro di dolore.
«Apprendiamo con sincero dispiacere - sono le parole del sindaco di Stazzema Maurizio Verona - della scomparsa dell’amico Paolo Costa, che negli ultimi anni aveva preso in mano assieme all’Anpi di Pietrasanta Versilia l’organizzazione del viaggio dei ragazzi a Mauthausen che purtroppo quest’anno non potremo svolgere, ricevendo il testimone dal padre Moreno che aveva accompagnato molte volte. Lo avevamo visto a Sant’Anna in occasione della visita del presidente Mattarella assieme al sindaco di Seravezza di cui era collaboratore fidato. Lo ricorderemo per l’impegno per i valori dell’antifascismo che continueremo a difendere sempre. Il Comune di Stazzema e il Parco Nazionale della Pace esprimono il cordoglio a familiari e amici in questi giorni duri per tutti noi».
Anche il sindaco Bruno Murzi e l'amministrazione comunale di Forte dei Marmi si stringono alla famiglia: «Abbiamo avuto modo di apprezzare le qualità di Paolo e soprattutto l'impegno nell'Anpi Versilia, attraverso il quale portava avanti il messaggio del padre Moreno. Il nostro Comune insieme ad alcuni studenti delle Ugo Guidi partecipava al progetto della Memoria a cui Paolo contribuiva attivamente. E anche se oggi non c'è più, ci impegneremo, nella sua memoria e in quella di Moreno, a far sì che i valori che trasmettevano con fierezza ed determinazione, restino vivi in ognuno di noi».
Riccardo Brocchini e la segreteria del Pd Versilia esprimono sconcerto e condoglianze alla famiglia, così come gli amici del Cro di Pozzi e il Seravezza Calcio. «Quando il sabato passavo dal campo - ricorda il presidente del club Lorenzo Vannucci - lo trovavo a vedere la rifinitura della squadra ed ogni volta davanti al caffè mi diceva: “Tanto si vince”. Lo voglio ricordare così nella sua presenza silenziosa e la sua grande intelligenza». —
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