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l’iniziativa 

Il bar resta chiuso, ma i libri girano La “biblioteca di strada” di Azzurra

Gabriele Noli
Il bar resta chiuso, ma i libri girano La “biblioteca di strada” di Azzurra

Ha trasformato una fioriera all’esterno del locale in un contenitore dove scegliere i titoli da leggere

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Viareggio

I libri, per Azzurra Cerri, sono la risposta alle avversità. Li aveva scelti come simbolo della nuova era del Why Not? una volta riuscita a sbarazzarsi delle slot machine al termine di una battaglia lunga un paio d’anni con il concessionario di rete. Ed ora che il suo (al pari di tutti gli altri) bar è chiuso – in base alle disposizioni del decreto del presidente del Consiglio per contrastare la diffusione di Covid-19 – la ragazza ha deciso di metterli dentro una fioriera (di fronte all’ingresso), a disposizione di chi vorrà trascorrere leggendo questo periodo di isolamento.

Tenendo dovutamente conto delle restrizioni per limitare le possibilità di trasmettere il Coronavirus, l’invito è rivolto «ai vicini di casa, a chi va a fare la spesa all’Esselunga e agli stessi dipendenti». Il Why Not? Coffee and Books si trova infatti in via Aurelia Nord, davanti al supermercato. «Non sono brava a prendermi cura delle piante, non ho il pollice verde – ammette Azzurra con uno spirito di positività che neppure l’emergenza sanitaria intacca – ma amo la lettura e soprattutto poter condividere questa passione. Prima dentro la fioriera c’era del terriccio diventato col tempo secco e duro. E allora ho pensato di riempirla con dei libri che chi vuole può prendere. In prestito o come se fossero un regalo».

Circa una trentina tra romanzi gialli, rosa, d’avventura. All’interno si ritrovano delle dediche, niente a che vedere però con il Coronavirus. «Inizialmente l’idea era di farli “viaggiare” il più possibile, lasciandoli sui treni, sugli autobus o in giro per le altre città: una sorta di “Leggimi e condividimi”. Poi, però, complici gli impegni non ho mai dato il via a quella catena. Ci provo ora, in forma un po’ diversa».

Anche perché Azzurra continua a sentire i suoi abituali clienti, pur non potendoli servire come faceva ogni giorno, prima del diffondersi di Covid-19. «In tanti mi chiamano per chiedermi se sto bene o quando riaprirà il bar. Mi dicono: “Ci manchi”. I libri dentro la fioriera sono un modo per pensare a loro, sentirci vicini senza esserlo fisicamente».

In circa cinque anni la titolare ne ha accumulati «quasi cinquemila», patrimonio costruito con le donazioni compiute di frequente da appassionati e non, merito soprattutto della popolarità per la scelta di disfarsi delle slot machine.

Azzurra resta a casa, confidando che la sua iniziativa serva ad allietare le lunghe giornate di isolamento e trovando contestualmente il tempo per riflettere. «Lo shock di questa esperienza è talmente forte che genererà una consapevolezza diversa nelle persone. In generale, cambieranno molte cose, non assisteremo più a scene di calca, non subito almeno».

Il pensiero poi si fa specifico, al momento in cui potrà finalmente riaprire il Why Not?. «Organizzerò un cappuccino-party con i clienti di sempre. E' una bevanda che si consuma solitamente al bar, non a casa. Ecco perché mi è venuta in mente. Rimarremo tutti a debita distanza l'uno dall'altro, ovviamente». —

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