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Balneari fermi: «Assunzioni calate per ora del 90 per cento»

Donatella Francesconi

Le aziende dell’indotto che assicurano i lavori necessari alla riapertura stagionale sono bloccate dal nuovo decreto nazionale

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VIAREGGIO

Da sabato sera «diventa tutto più complicato», è la voce dei balneari di tutta la Versilia fermi anche nella manutenzione che proprio a marzo si metteva in moto in attesa della riapertura stagionale. «In questo momento sono bloccate le assunzioni per il 90%, sia per il personale di bar e ristoranti, sia per i bagnini. E viene meno tutta l’attività dell’indotto», racconta al Tirreno Pietro Guardi, presidente dei balneari viareggini. Indotto che, per esempio, è rappresentato dalle aziende che manutengono e sanificano le piscine in vista dell’estate. Aziende che stanno telefonando ai proprietari degli stabilimenti balneari spiegando che non possono muoversi per eseguire il ripristino dei filtri della depurazione. Quando finalmente l’emergenza sanitaria sarà terminata, raccontano i balneari, «dovremo fare le corse e le ditte dell’indotto impazziranno per assicurarci i lavori necessari». Un impazzimento relativo a tutto l’indotto nel suo complesso, dal falegname all’elettricista, all’idraulico.

«Dal sentore che ho, alcuni clienti degli stabilimenti hanno già disdetto. Ed il turismo internazionale sul mare della Versilia lo diamo per perso», sono ancora le parole di Guardi.

Che aggiunge: «Al momento nessuno, però, ha fatto il passo di gettare la spugna. Valuteremo tutti i decreti insieme alle nostre associazioni di riferimento. Tanti di noi hanno finanziamenti e mutui: non è una “produzione” la nostra, ma gli investimenti erano in corso proprio tra febbraio-marzo-aprile, il periodo in cui si fanno i lavori sul mare».

Guardi ricorda che la Cna balneari ha già fatto un primo bilancio, da brividi: «A causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, la perdita per il settore turistico marittimo ammonterebbe a ben 18,4 miliardi di euro totali, di cui 8 miliardi dal mancato introito da parte dei turisti stranieri e 10,4 miliardi da quello attribuibile ai turisti italiani», è il dato che emerge dallo studio Cna.

Tutte le organizzazioni di categoria sono in attesa di capire nel dettaglio le misure presa dal Governo per il sostegno all’economia.

Ma - ricordano i balneari - «per tornare al mare c’è un periodo preciso e solo quello». Quindi, è necessario che il quadro sia chiaro presto.

L’hanno capito bene quei clienti che si fanno avanti chiedendo sconti: «Ma se pago tutto subito per quest’anno mi fa lo sconto del 50%?» è quanto qualcuno si è sentito proporre.

Anche questo è un aspetto della situazione assolutamente straordinaria che l’Italia e il mondo stanno vivendo. —

Donatella Francesconi

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