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L’appello delle madri di bambini e ragazzi con autismo: «Se ci trovate in auto con loro non multateci»
VIAREGGIO
Sensibilizzare al massimo le forze di polizia: è l’appello che arriva dalle famiglie di bambini e ragazzi che hanno disturbi dello spettro autistico, famiglie ancor più in difficoltà in tempi di clausura forzata tra le quattro mura di casa. Difficile far capire ad un bambino/a o ad un adolescente con questo tipo di disabilità - che ha alla base proprio la ripetitività dei comportamenti come caposaldo della vita di questi bambini/ragazzi - la dura realtà dell’emergenza Coronavirus che stravolge ancora di più il loro mondo. E se per un minore qualsiasi il McDonald’s chiuso o il supermercato con la coda e quindi non di facile accesso sono solo una delle tante “rotture”, nel caso dello spettro autistico possono diventare un vero e proprio dramma che scatena frustrazione e rabbia che i genitori riescono a gestire magari solo con un giro in auto. Allora, l’appello di tante madri, di tante famiglie, diretto alle forze di polizia, è «non multateci se ci fermate. Abbiamo il cartellino dell’handicap bene esposto e mostriamo i documenti della 104. Stiamo solo facendo fare ai nostri ragazzi un giretto in auto per far sì di smorzare la situazione. Perché si ritrovano in casa senza terapie, senza scuola, senza nuoto, senza equitazione, senza le famiglie che di solito frequentiamo, senza i parenti che li vengono a trovare, senza poter vedere i nonni».
Se trovate in auto, chiusi, con le mascherine, una mamma ed un figlio/a autistici - sono le parole di Danila Aloisi, un riferimento in Versilia per tante famiglie, «significa che non potevano fare diversamente in quel momento. Ed il giretto in macchina, con un po’ della loro musica non mette a rischio nessuno. Tanto meno i nostri ragazzi che spesso sono anche epilettici e, dunque, proprio non si devono ammalare».
Madri e famiglie della Versilia si sono già mossi nei confronti di amministrazione comunali e forze di polizia e l’appello che arriva dal nostro territorio vola fino al livello più alto, quello nazionale. Perché le famiglie con bambini o giovani disabili sono quelli che pagano di più l’emergenza che l’infezione ha determinato. Così come accade anche alle tante famiglie che devono quotidianamente fare i conti con un malato psichiatrico. —
D.F.
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