Il presidio
Addio a Nemo Barberi, il volto più autentico dei bagnini del Forte
Insieme alla moglie Gloria creò il mito del Bagno Assunta. Era un ruvido dal cuore gentile.
FORTE DEI MARMI. In giorni in cui i morti servono solo ad alimentare le statistiche e a dirci se l’emergenza del virus tende a cambiare il suo infernale cammino, il Forte si trova a fare i conti con la morte di uno dei suoi personaggi più cari, Nemo Barberi, che ammalato da tempo combatteva ogni giorno la sua battaglia. Nemo, come lo conoscevano tutti, se n’è andato sulla soglia degli 83 anni che avrebbe compiuto a giugno, ricongiungendosi alla sua Gloria assieme alla quale per decenni aveva creato il mito di uno stabilimento balneare simbolo di Roma Imperiale come il Bagno Assunta. Un bagno che, fino a quando Nemo decise di darlo in gestione, era rimasto pressoché legato alle origini.
Un testimone del tempo, Nemo, che ricordava le origini della sua famiglia legata indissolubilmente al mare fin dai tempi del “Vecchia”, il nonno Palmiro Lari, di cui si narra che dovette accontentarsi di un quadro di un allora sconosciuto Carlo Carrà, che non poteva saldargli l’ombrellone. E lo stesso Nemo rammentava quando Henry Moore al Bagno Assunta tracciava i disegni e imbastiva le bozze delle sue sculture, seduto in riva del mare sul patino in legno, godendo il vento della sera.
Nemo, nomen omen, aveva avuto in dono il privilegio di vivere la nascita del Forte e di vederlo crescere, e chissà quali pensieri gli passavan per la mente quando, finita la stagione, metteva in mare il pattino per andare a gettare le reti e per vedere il suo mondo che amava profondamente dall’altro lato. «Quel vocione burbero, anticonformista, certe volte dissacrante ma ricco di generosità e affettuosa amicizia, ci mancherà» ha scritto di lui Vasco Franceschi, ed è verità. Con la su bici era facile trovarlo seduto su una panchina nei paraggi del pontile. E a chi scrive, ogni volta che lo incontrava, dopo le immancabili prese in giro diceva sempre “scriviglielo sul giornale!”, che era poi il suo modo di trasmettermi la sua amicizia. Due anni fa gli autori di un bellissimo libro fotografico “Bagnini: uomini ruvidi dal cuore gentile” l’avevano voluto col suo volto sulla copertina. Perché il più iconico dei bagnini del Forte era proprio così, ruvido dal cuore gentile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
