Nautica, in Darsena chiudono tutti i cantieri
Un falegname di un’impresa di appalto si è sentito male da SanLorenzo Ieri la Asl ha fatto visita al cantiere che ha deciso per il tutti a casa
viareggio
Da oggi tutti a casa nei cantieri della grande nautica della Darsena viareggina. Gli ultimi a chiudere i battenti saranno, nella giornata di oggi, i cantieri Azimut-Benetti.
Impossibile mantenere distanze di sicurezza a bordo, negli spazi stretti di lavorazione, ma anche districare il rapporto tra dipendenti interni e dipendenti esterni ai tempi del virus.
Particolare preoccupazione ha suscitato il caso del falegname di una impresa in appalto da SanLorenzo che sabato scorso ha accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Dove, una volta visitato e sottoposto a tampone, è risultato contagiato dal Coronavirus.
Così, ieri, personale della Asl Toscana Nord Ovest si è presentato in cantiere per l’indagine epidemiologica - come spiegato dalla Asl al Tirreno che aveva posto la domanda su quanto accaduto - e le misure necessarie. Nella serata di ieri, prese tutte le misure necessarie alla chiusura, anche SanLorenzo ha cessato l’attività. Oggi tocca ad Azimut-Benetti che aveva già ridotto il lavoro nei propri siti.
«Vogliamo ringraziare Fiom Versilia e provinciale nelle persone di Nicola Riva e Mauro Rossi» è la posizione della Rappresentanza sindacale di Perini Navi, «per il sostegno che hanno dato ai lavoratori nel raggiungere l’intesa con l’azienda per la chiusura della attività. Così come ringraziamo l’azienda, nella persona dell’amministratore delegato Lamberto Tacoli, che ha messo a disposizione dei dipendenti una assicurazione omnicomprensiva».
La Fiom Cgil della provincia di Lucca torna sulla questione sicurezza, già sollevata nei giorni scorsi quando il sindacato aveva denunciato che si erano registrati casi di operai febbricitanti che si recavano ugualmente in cantiere per non perdere il posto: «È stato firmato sabato l'accordo che stabilisce criteri e modalità per garantire maggior sicurezza nei luoghi di lavoro essendo reale il rischio di contagio dal virus Covid 19 – spiegano dal sindacato – Chiediamo alle aziende di farsi carico della responsabilità di attuare quanto condiviso per il bene dei lavoratori e anche dei cittadini. Per questo – fanno sapere ancora dal sindacato – l'accordo prevede l'attivazione di un confronto con il sindacato e i delegati Rsu o Rsa per la riorganizzazione delle attività produttive».
Il sindacato dei metalmeccanici Cgil, pur di fronte alla chiusura di tante aziende a a causa del virus, lancia un sfida: «Proviamo ad utilizzare questa grave situazione per rendere migliori i luoghi di lavoro affinché si possa lavorare in sicurezza nell'emergenza e anche dopo».
Nelle aziende nelle quali si sia decisa se in presenza di sospensione del lavoro - così il sindacato - «si procederà all'esaurimento delle ferie pregresse (residui degli anni precedenti) e alla attivazione della cassa integrazione, del Fis per piccole imprese, oppure del Fsba per le ditte artigiane».
Da domani, insomma, tacciono anche i rumori della Darsena che produce i grandi yacht. Le cui imprese, come le altre in tutta Italia, si interrogano su quale sarà il loro futuro una volta terminata l’emergenza sanitaria, arrivata 12 anni dopo quella economica che proprio la nautica mise in ginocchio. —
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