Il presidio
Niente pesce sul Molo: «Così ci ammazzano»
VIAREGGIO. «Possiamo uscire in mare a pesca, ma non possiamo vendere il nostro prodotto»: è la voce della ventina di pescherecci che propongono il pescato sul Molo di Viareggio. Equiparati ai mercati ambulanti, nonostante sia facile organizzare le distanze da tenere essendoci un di qua ed un di là dall’area di vendita diviso dal muretto del Lungomolo. Ieri mattina questi pescherecci hanno trovato la Capitaneria all’imboccatura a bloccare l’accesso all’ormeggio lungo il Molo.
Con il risultato che decine di famiglie non sanno più come sbarcare il lunario, di punto in bianco e senza che le Istituzioni abbiamo pensato una alternativa a tutela del lavoro prima di prendere il provvedimento restrittivo.
Considerando che il mercato del pesce a gestione comunale la mattina è vuoto della attività di asta e vendita, forse le imbarcazioni del Molo potrebbero essere dirottate lì, per garantire il lavoro, previo avviso con apposita cartellonistica alla clientela che si ritrova sulMolo in attesa degli acquisti.
Anche perché - sottolineano i pescatori - «così alcuni di noi possono continuare a pescare e vendere regolarmente, pur con le restrizioni del mercato. Mentre a noi viene di fatto impedito di lavorare e di guadagnare la giornata». Una discriminazione, in una categoria già duramente provata («il mercato registra un calo di oltre il 40%, è la fotografia di Fedagripesca-Confcooperative) che non ha davvero senso. —
Donatella Francesconi
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