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Corsa contro il tempo dell’Asl per aumentare i posti letto
La rianimazione può ospitare solo due pazienti positivi al Covid-19. L’azienda pensa al piano B
Un giorno, al massimo due. È il tempo che si è data l’Asl per capire se e quanti posti letto aggiungere nell’ospedale Versilia per l’emergenza Coronavirus. Una decisione che sarà inevitabilmente legata alla disponibilità e alla programmazione degli altri ospedali della macro area. Perché, se è vero che governo ed enti locali hanno preso provvedimenti drastici, i casi continuano ad aumentare.
Attualmente, per quanto riguarda la rianimazione, la struttura versiliese ha a disposizione dieci posti letto. Di questi, però, solo due possono essere utilizzati per pazienti positivi al Covid-19. Sono gli unici che si trovano in camere a pressione negativa dove l’aria viene aspirata attraverso un sistema di ventilazione filtrata: è il sistema di contenimento/isolamento utilizzato per la malattie infettive. Difficile, quindi, che il Versilia possa ospitare altri pazienti con malattie infettive oltre a questi. Più probabile che vengano aggiunti posti letto per pazienti di altri reparti, in modo da ospitare anche persone provenienti da più ospedali.
Secondo quanto riportato dal primario di rianimazione e anestesia dell’ospedale Versilia Stefano Buzzigoli in un’intervista rilasciata a Il Tirreno, in caso di aumento dei contagi, l’azienda sanitaria potrebbe pensare di dedicare interamente la rianimazione dell’ospedale di Lucca al Covid-19, replicando quindi il modello adottato nel nord Italia. Tutta la terapia intensiva di Lucca infatti può ospitare pazienti con malattie infettive, essendo una struttura di ultima generazione. «Cosa che permetterebbe anche di non frammentare le risorse – dice Buzzigoli –. Un paziente si porta dietro tutta una serie di misure precauzionali dispendiose».
Basti pensare alle procedure che deve rigorosamente seguire il personale medico e infermieristico ogni volta che entra in una stanza con un paziente positivo al Covid-19. Prima di entrare deve mettersi i calzari, poi il camice impermeabile, il cappello, la visiera, la maschera ad alto filtraggio, infine i guanti, due paia. Prima ne bastava uno: non c’erano nemmeno le maschere ad alto filtraggio né il camice impermeabile. All’uscita devono seguire un ordine preciso per la svestizione. Devono togliersi prima il camice, ma senza mettere le mani dietro: devono strapparlo da davanti con i guanti ancora sporchi. Poi devono togliersi il primo paio di guanti e togliere cappello, mascherina e il resto. Infine devono togliersi l’ultimo paio di guanti e lavarsi a fondo mani e braccia. Le cose sporche vengono subito sigillate e portate via. —
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