Il Tirreno

Versilia

Artigiano di 76 anni in Rianimazione: è risultato positivo al Coronavirus

Matteo Tuccini
Artigiano di 76 anni in Rianimazione: è risultato positivo al Coronavirus

È il terzo caso in Versilia: le sue condizioni sono migliorate dopo il ricovero. In quarantena chi era in contatto stretto con lui

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VIAREGGIO. È un artigiano di 76 anni residente a Viareggio il terzo caso di Coronavirus in Versilia. L’uomo è arrivato in ospedale mercoledì sera (4 marzo) a bordo dell’ambulanza ed è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, con ventilazione assistita. Secondo quanto riferisce l’Asl, ieri le sue condizioni di salute erano in lieve miglioramento. Come da prassi tutti i suoi contatti stretti, dai clienti ai familiari, sono stati messi in quarantena e vengono monitorati dall’Igiene e sanità pubblica dell’Asl, che come si dice in gergo li ha presi in carico.

Ricordiamo che per contatto stretto si intende un contatto fisico, oppure un contatto ravvicinato ma nella stessa stanza al chiuso e per un periodo di tempo continuato. Non è da considerarsi contatto stretto aver intravisto una persona, oppure essersi fermati a chiacchierare per pochi minuti in un luogo all’aperto.

Restano buone, secondo quanto riferisce l’Asl, le condizioni degli altri due contagiati: il 44enne di Torre del Lago che era rientrato da una trasferta di lavoro in una “zona rossa” del Veneto, e che ha avuto i primi sintomi lunedì 24 febbraio; il figlio dell’uomo, a sua volta messo in isolamento già da prima che risultasse positivo al Coronavirus. Naturalmente il loro stato di salute è seguito ogni giorno dall’Igiene e sanità pubblica dell’azienda sanitaria.

Ieri, inoltre, sono stati messi in quarantena due giovani della Piana di Seravezza che sono entrati in contatto con un contagiato versiliese. «Ci stiamo muovendo con la maggiore sensibilità possibile, in accordo con l’Asl e gli altri sindaci, per tutelare la salute e la riservatezza dei nostri cittadini», afferma il sindaco Riccardo Tarabella, che ha firmato l’ordinanza restrittiva.

La difficoltà del momento sta anche nella necessità di proteggere i luoghi di cura, come l’ospedale e gli ambulatori. In questi giorni il personale sanitario sta filtrando l’accesso al pronto soccorso tramite una tenda, il cosiddetto pre-triage, così come l’ingresso all’entrata principale del Versilia. Qui vengono fatte le domande e viene fornito il gel per la disinfezione delle mani. È bene rammentare, ancora una volta, che si può parlare di caso sospetto solo quando avviene un contatto stretto con un contagiato e si hanno i sintomi come tosse, raffreddore, febbre e difficoltà respiratorie. In quel caso bisogna restare a casa e chiamare il medico curante, che valuta la situazione e attiva l’Igiene e sanità pubblica per l’eventuale verifica col tampone. Non vengono fatti tamponi a persone che non presentano sintomi.


 

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