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Prenotazioni giù dell’80% per la paura del Coronavirus
Allarme rosso degli hotel su Pasqua e la primavera «È necessario mandare messaggi rassicuranti»
Segno meno sulle prenotazioni, anche dell’80-90%, per i pernottamenti in albergo a Pasqua e in generale a primavera. Una sensazione di smarrimento, come spiega Francesco Becciani, amministratore dell’hotel Esplanade: «Solo stamani (ieri, ndr) abbiamo avuto quattro disdette». Ma anche la voglia di tenere duro e ripartire. «Bisogna continuare a lavorare come se nulla fosse successo», dice Sandra Lupori, titolare dell’hotel Lupori e presidente degli albergatori di Viareggio. La Versilia, come la Toscana, non vuole fermarsi. Si vuole battere la paura del Coronavirus, con le armi migliori: la qualità dei servizi, la professionalità, la determinazione. E qualche idea.
affari quasi azzerati
Le vacanze programmate nei prossimi mesi dai gruppi organizzati a Viareggio e in Versilia sono state azzerate o quasi. «Chi lavora con le gite scolastiche – dice Maria Rosaria Francavilla, titolare dell’albergo Spinelli e presidente di Assohotel Confesercenti – vede le presenze in discesa libera». E ci sono segnali negativi anche sull’estate, come conferma Sandra Lupori: «Al momento – dice – non è possibile quantificare il danno causato sui mesi estivi. Mentre sui gruppi organizzati a primavera sappiamo che il calo è intorno all’80%. Ci sono disdette anche da clienti singoli». Così Becciani dell’Esplanade: «Un nostro cliente straniero ci ha detto che non lo fanno partire per l’Italia. Anche sui congressi registriamo defezioni». Situazione identica nel resto della Versilia: telefono che tace e prenotazioni che non arrivano. Quando non disdette di vacanze già prenotate.
la ripartenza
Fin qui gli effetti della psicosi per il virus. Ma l’idea è quella di «continuare a lavorare come se nulla fosse – dice Sandra Lupori – Bisogna restituire la sensazione di normalità. La gente deve sapere che in Versilia siamo al sicuro, servono messaggi confortanti». Il Tirreno, lanciando l’hashtag #latoscananonsiferma, ci mette del suo. Anche all’Esplanade, pur obbedendo «a tutti gli standard di sempre maggiore sicurezza, anche igienica, che ci vengono chiesti, continuiamo a lavorare tranquilli e a pensare come attirare la clientela – prosegue Becciani – Faremo a breve delle proposte commerciali che possano rimediare alle difficoltà di questo momento. Speriamo che possa essere solo un momento».
gli appelli
Le categorie rivolgono ancora un appello «alle amministrazioni locali, e io in particolare mi rivolgo alla nostra a Viareggio, perché mettano in campo una serie di misure per contrastare l’emergenza – dice Lupori – Abbiamo bisogno di un calendario di eventi che possa rafforzare le presenze in città. Inoltre chiediamo all’Ambito turistico, soggetto ideale per questo tipo di situazioni, di individuare una strada comune per la Versilia. Il rischio è che le nostre attività vadano in forte crisi e che i proventi della tassa di soggiorno, su cui i Comuni fanno affidamento, siano molto ridotti». Anche Becciani dell’Esplanade chiede unità d’intenti. «Solo così si possono risolvere i problemi: ci vuole coesione da parte di tutti. Imprenditori e istituzioni».
le chiusure
Nel frattempo si registrano già le prime chiusure definitive: sono alcune attività commerciali gestite da cinesi che, a fronte di questa emergenza, scontano gli effetti peggiori della psicosi. Quelli che non si basano su alcun dato reale o scientifico. Altre imprese, secondo quanto risulta alle associazioni di categoria, lamentano perdite consistenti sul fatturato. —
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