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Troppa sabbia all’ingresso del porto serve un altro maxi intervento

Donatella Francesconi
Troppa sabbia all’ingresso del porto serve un altro maxi intervento

Incontro tra pescatori, Capitaneria e Autorità portuale  Tra gli operatori dei cantieri la situazione è definita «una tragedia»

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Basta fare due passi tra le banchine, in porto, per sentire parlare solo di sabbia. Mareggiate e vento non hanno risparmiato l’ingresso/uscita del porto e neppure il tratto di mare tra fanale rosso e fanale verde dove la sabbia è tornata ad avanzare dal lato Triangolino verso il centro. Basta un semplice “come va?” buttato lì di fronte ad un caffè all’indirizzo di un operatore della grande nautica viareggina per sentirsi rispondere senza appello: «Una tragedia».

La draga della “Zeta Srl” arrivata da Chioggia in autunno ha effettuato il consueto intervento annuale pagato dalla Regione Toscana attraverso l’Autorità portuale regionale: centodiecimila metri cubi di sedimenti da rimuovere nel biennio 2019-2020. Per un importo di gara d’appalto pari a 783.200 euro.

Nei mesi scorsi, però, il video di un comandante di peschereccio tra i più esperti ha messo in evidenza che per entrare in porto le barche devono arrivare ad invertire la rotta all’altezza di Città Giardino. Perché le mareggiate hanno portato l’inevitabile sabbia anche là dove la draga ha scavato.

«Giovedì scorso abbiamo avuto una riunione in Capitaneria con la Cittadella della pesca», racconta al Tirreno il segretario della Authority, Fabrizio Morelli: «Abbiamo illustrato il programma. Nei prossimi giorni completeremo il rilievo e nel giro di 15 giorni riprenderemo l'escavo con la Zeta per circa 15.000 metri cubi, salvo situazione che emergerà dai rilievi. La situazione è attenzionata».

Come sempre da quando il problema dell’escavo esiste, irrisolvibile, per il porto di Viareggio, le Istituzioni ci tengono a sottolineare che «nessun particolare allarme è emerso e dai cantieri», per dirla con le parole di Morelli. Che continua: «Non è giunta alcuna segnalazione né a noi, né alla Capitaneria. È da giovedì scorso non è arrivata nessuna segnalazione ulteriore. Comunque, la situazione è attenzionata. E confido di riprendere a breve l'escavo a conclusione della prima fase dei lavori». Perché da Pasqua in poi la draga deve fermarsi.

Rimangono due risposte che il presidente della Regione, Enrico Rossi, si era impegnato a fornire quando - alla fine dell’estate - aveva incontrato il sindaco Giorgio Del Ghingaro: se nell’avanzo di amministrazione della Regione ad un passo dal voto vi siano o meno i fondi necessari per la realizzazione del sabbiodotto, impianto fisso che risolverebbe una volta per tutte l’inutile lotta alla sabbia; e se sia possibile o meno pensare ad un programma - anche lungo nel tempo, ma efficace - di escavo dei fondali delle darsene viareggine dove da decenni nessuno mette più mano. Viareggio ha necessità di risposte urgenti su entrambi i temi. E non si è mai capito perché la politica tutta si riempia la bocca con l’importanza ed il futuro del porto di Viareggio - che si prepara ad ospitare la quarta edizione del Versilia Yachting, prevista per maggio - ma poi permetta che lo stesso porto ingaggi una guerra quotidiana con l’infrastruttura principale per le barche: il mare. —



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