Il presidio
Il sindaco Verona al capo dello Stato «Lotteremo ancora per la memoria»
Mattarella nel luogo dell’eccidio nazifascista: «Qui si avverte il significato più profondo del nostro continuare a ricordare»
stazzema. C’è ancora molto da lavorare sulla memoria, dice. Lo conferma la «crescita del numero di coloro che non crede alla Shoah». Ma a Sant’Anna, garantisce il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, «raccogliamo volentieri la sfida». Si rivolge al Capo dello Stato, salito ieri nel paese dell’eccidio (in occasione del cinquantesimo anniversario della medaglia d’oro al valor militare del Comune e del ventennale dell’istituzione del Parco della pace»), come fosse una promessa. Anche perché, nel messaggio che inviò a Sant’Anna per il 75° anniversario della strage, Mattarella invitò a «non dimenticare quanto accaduto, perché chi dimentica è debole». E il sindaco adesso ha l’occasione di rispondergli di persona: «Noi non dimentichiamo – dice –. Questi luoghi parlano come ci parlano come ci parlano i campi di concentramento e gli altri luoghi teatro di crimini nazifascisti».
La sala della Fabbrica dei diritti allestita per la cerimonia è stracolma. Ci sono i sindaci della Versilia e anche quella di Marzabotto (Valentina Cuppi), i parlamentari, i consiglieri comunali, i segretari di partito, i superstiti, la gente comune, imprenditori come Paolo Carli, presidente di Henraux e della Fondazione. Un fiume di gente che ha risalito la montagna per la visita di Mattarella, il quinto capo dello Stato nel luogo dell’eccidio dopo Pertini, Scalfaro, Ciampi e Napolitano.
L’importanza della memoria è il fil rouge dei vari interventi. D’altronde come si fa a non parlare di memoria in questo paese che per decenni non è nemmeno esistito nei libri di storia. Dove 560 persone sono state uccise a colpi di mitra e poi bruciate come paglia senza che un solo responsabile, per troppo tempo, venisse processato. Dove ci sono ancora superstiti – venti quelli conosciuti – come Enrico Pieri che il 12 agosto del 1944 rimase, all’età di 10 anni, solo al mondo e che, da adulto, dopo anni di boicottaggio, decise di mettere da parte il rancore e di andare in Germania a incontrare i giovani. Sentiva di dover fare qualcosa per il futuro. E ancora oggi, alla veneranda età di 85 anni, continua a incontrare studenti di ogni parte d’Europa. «Non vado in pensione», ha detto.
Sergio Mattarella riconosce lo sforzo disumano fatto da questa comunità per squarciare il muro di silenzio eretto intorno alla strage. «Bene fanno gli storici – dice – a continuare la ricerca tra i punti che restano ancora da unire in quella tremenda giornata. A Sant’Anna di Stazzema si avverte il significato più profondo del nostro continuare a fare memoria – continua il capo dello Stato –. Perché la memoria è un dovere. Rappresenta un valore di umanità. Costituisce patrimonio della comunità».
E il patrimonio di Sant’Anna è enorme. «Oggi – commenta il sindaco – Sant’Anna di Stazzema è un luogo di riferimento in Italia, la “Capitale europea dell’antifascismo” perché l’antifascismo rappresenta tutti quei valori che in questi luoghi furono calpestati. Ogni giorno svolgiamo un lavoro di esaltazione e riscoperta dei principi su cui fonda la nostra Costituzione quelli propri della guerra al nazifascismo. Lo facciamo con i nostri operatori e con i superstiti, incontrando ragazzi di tutte le età, giovani e adulti, costruendo con loro un percorso di conoscenza per riflettere sulle conseguenze di campagne di odio e di discriminazione». La memoria, dice Verona, «è un atto di coraggio, e con coraggio e determinazione continueremo e con coraggio e determinazione ogni giorno a parlare ed incontrare tanti giovani per raggiungere il sogno che ci assegna la legge istitutiva del Parco di un mondo senza guerra». —
M. C.
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