Il Tirreno

Versilia

Così Raciti e Di Giusto sono volati tra le mascherate di gruppo

Simone Pierotti
Così Raciti e Di Giusto sono volati tra le mascherate di gruppo

Il nuovo campione ha fatto man bassa di primi posti, al pietrasantino è bastata la quarta posizione

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. Era il principale candidato a salire, dato che guidava la classifica combinata dei primi due anni del bando di concorso con una vittoria e un secondo posto. E alla fine Matteo Raciti, il nuovo campione delle maschere isolate, non ha smentito le aspettative sul suo conto: con “I disagi di Gulliver” è volato dritto dritto tra le mascherate di gruppo. E con lui Stefano Di Giusto, che invece aveva vinto dodici mesi fa: grazie al quarto posto ex aequo con Devis Serra è suo il punteggio migliore dopo, appunto, quello di Raciti. Storie diverse, quelle dei due neopromossi – il primo s’è fatto le ossa giù al Carnevale di Acireale, nella sua Sicilia, e ha voluto mettersi alla prova con i grandi maestri viareggini dopo la laurea in architettura conseguita cinque anni fa, il secondo proviene dai laboratori d’arte di Pietrasanta, dove è nato nel 1976 e dove ha iniziato a lavorare come scultore al termine del suo percorso all’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Il mascheratista siciliano è stato giudicato da podio da ben ventisei giurati sui trenta totali, con 12 primi posti, nove secondi e cinque terzi, senza mai scendere sotto la quinta posizione. Per lui un totale di 64 punti, quasi una trentina in meno di Michelangelo Francesconi: la sua allegoria sulla pedofilia con il celebre pagliaccio di “It” è comunque piaciuta a buona parte dei componenti delle giurie, tanto da essere l’unica maschera isolata – assieme, naturalmente, alla vincitrice – ad essere rimasta sotto il muro dei cento punti.

Secondo sette giurati quella di Francesconi era l’opera più bella in concorso, mentre in sei gli hanno assegnato il secondo posto e altrettanti il terzo.

Alle loro spalle, quattro mascheratisti separati da appena 15 punti: alla fine l’ha spuntata il Van Gogh di Lorenzo Paoli con 122 punti, distanziando di dieci lunghezze sia Devis Serra che Stefano Di Giusto. Sia Paoli che Serra vantano tre primi posti, mentre Di Giusto è stato ritenuto il migliore da un solo giurato. Leggermente distaccato, a dispetto dei quattro primi posti assegnatigli da altrettanti giurati, il Caronte di Rodolfo Mazzone che ha portato sui viali a mare il dramma dei migranti: il mascheratista cecinese si ferma a quota 137 punti.

Chiude la graduatoria Andrea Giulio Ciaramitaro con 160 punti: nelle valutazioni dei singoli giurati ha comunque raccolto tre secondi posti, due terzi e tre quarti. E adesso che il Carnevale è finito, riproponiamo ancora una volta una riflessione sul futuro delle maschere isolate: sic stantibus, il prossimo anno – dando per certo che i due retrocessi dalle mascherate di gruppo non concorreranno – gareggeranno appena in cinque. Vale a dire un terzo preciso preciso di quanti si presentarono non più tardi di tre anni fa. Guai a sottovalutare questi numeri. —



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