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Cittadinanza onoraria a Liliana Segre ma rimane quella a Benito Mussolini
Pietrasanta: voto unanime sulla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz, imbarazzo per il riconoscimento al duce mai cancellato
PIETRASANTA. Liliana Segre cittadina onoraria di Pietrasanta. La mozione a firma Pd e Insieme per Pietrasanta viene votata all'unanimità dal consiglio comunale - convocato giovedì 27 - per una condivisione bipartisan - nel nome della senatrice sopravvissuta all'olocausto e oggi lucida testimone di quella vergogna - sicuramente degna di nota visto che si parla di rispetto della memoria.
Il fatto è che sempre Pietrasanta è la città che fra i suoi cittadini onorari, oltre a Giovanni Pascoli, Giovanni Gronchi e Fernando Botero - citandone alcuni - ha anche Benito Mussolini dal 1924. Cittadinanza, ad onor del vero portata in dote, ancora oggi, anche da altri Comuni italiani. Del resto nel ventennio o giù di lì funzionava così.
Detto ciò un accostamento, nel contesto, fra Liliana Segre e Benito Mussolini qualche imbarazzo non può non crearlo tanto che ieri mattina, sui social e non, c'era già chi aveva messo in evidenza il tutto. E quindi è forse arrivato il momento che una riflessione, sul tema, sarebbe il caso di farla. Preso atto della discussione in embrione, abbiamo chiesto al sindaco Alberto Giovannetti un'opinione al riguardo.
«Non vengo certo a dirlo a voi quello che dico e faccio» taglia corto lo stesso Giovannetti. Magari non a noi de Il Tirreno, ma alla comunità, visto il suo ruolo di primo cittadino e il coinvolgimento di Liliana Segre in ambito istituzionale, un chiarimento sulla cancellazione o meno del titolo di cittadino onorario a Mussolini sarebbe opportuno.
Premesso il tutto resta la soddisfazione da parte dei vari referenti politici al via libera alla mozione-Segre. «Siamo riusciti a trasmettere al consiglio comunale il nostro pensiero riassumibile col fatto che la memoria è importante perché ciò che è successo non riaccada. La cittadinanza onoraria alla senatrice Segre nasce dalla necessità, in questo preciso momento storico e culturale, di rappresentare i valori della democrazia, del rispetto dei diritti umani, basi fondamentali della nostra Costituzione fondata dalla lotta contro il nazifascismo e ogni forma di totalitarismo» spiegano Ettore Neri e Nicola Conti, Pd. «La testimonianza di Liliana Segre – ha aggiunto il capogruppo della Lega Antonio Tognini – è patrimonio del Paese. Ha avuto la forza di raccontare la deportazione, l’umiliazione e la follia dell’uomo mosso dalle ideologie. La sua sofferenza è diventata la nostra. saremo felici di conferirgli questa onorificenza».
Matteo Marcucci, capogruppo di Pietrasanta prima di tutto si spinge oltre. «Sarei pronto anche a votare una mozione per estendere la cittadinanza onoraria a tutti i sopravvissuti. È una figura straordinaria che ci ricorda quanto sia importante non dimenticare».
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