Italia
La visita di Mattarella a Sant'Anna di Stazzema: "La strage non si può cancellare" - Video
È il quinto presidente della Repubblica a visitare i luoghi dell'eccidio nazifascista del 12 agosto del 1944. Il Capo dello Stato ha incontrato i superstiti: "Qui c'è una radice della Repubblica ma attenzione al germe dell'odio perché non è sconfitto"
SANT'ANNA DI STAZZEMA. "A Sant'Anna vi fu una strage tra le più sanguinose della Seconda guerra mondiale, fu inferta a questa terra una ferita che non potrà mai essere cancellata dalla memoria nazionale". Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nella mattinata di sabato 29 febbraio ha fatto visita nel luogo dell'eccidio nazifascista del 12 agosto 1944 che fece 560 vittime tra la popolazione civile, fra cui anziani, donne e bambini. "Nulla potrà mai cancellare il ricordo di Anna Pardini, uccisa a soli 20 giorni tra le braccia della mamma. Nulla potrà eguagliare il dolore di Antonio Tucci che pensava di aver messo al sicuro a Sant'Anna la moglie e gli otto figli, per trovarli invece tra i morti della piazza", ha ricordato Mattarella. "Come la piccola Anna, come la famiglia Tucci, furono centinaia e centinaia i martiri di Stazzema. In questi ricordi - qui a Sant'Anna di Stazzema - si trova una radice della Repubblica". Mattarella è il quinto presidente della Repubblica che visita Sant'Anna dopo Pertini nel 1982, Scalfaro nel 1998, Ciampi nel 2000, Napolitano insieme al presidente tedesco Gauck nel 2013.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.38533195:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38533195:1652777566/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
UNA RADICE DELLA REPUBBLICA
La presenza di Mattarella è legata alle iniziative per il 50esimo anniversario del conferimento della medaglia d'oro al valor militare a Sant'Anna e anche per il 20esimo dall'istituzione del Parco della Pace. Appena arrivato nella piazza di Sant'Anna, Mattarella ha incontrato uno dei superstiti, Enrico Pieri che il giorno della strage aveva 10 anni. Poi ha deposto una corona al monumento che ricorda l'eccidio. Ha visitato il museo, quindi si è recato alla Fabbrica dei diritti, edificio dedicato a convegni e eventi per la divulgazione della memoria di quei fatti.
"A Sant'Anna si trova una radice della Repubblica", qui non fu concesso riparo, né pietà, a persone inermi, a chi si rifugiò nei casolari - ha detto il presidente - l'ideologia dell'annientamento trovò applicazione contro la popolazione civile senza minimo riguardo a ragazzi, a fanciulli, a neonati. Non si volle solo uccidere ma obiettivo era annientare l'umanità delle vittime e la coscienza stessa della comunità".
In un passaggio del suo discorso Sergio Mattarella ha anche sottolineato l'importanza della memoria. "Il tempo può attenuare il dolore, può allontanare lo strazio dei dolori più indicibili - ha aggiunto - ma non possiamo consentire che le coscienze si addormentino e che le intelligenze smettano di produrre anticorpi contro la violenza e l'odio".
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.38533165:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/la-visita-di-mattarella-a-sant-anna-di-stazzema/132901/134514]]
UE COME ANTIDOTO AI FANATISMI
Poi l'Europa, come "unione di minoranze": "La prospettiva che è emersa dalla reazione alla ferocia dell'estate del '44 e dalla Liberazione è proprio quella dell'unità europea - ha spiegato Mattarella - l'Europa come casa comune di libertà, uguaglianza e solidarietà, motore di democrazia e di cooperazione. Ripeterlo qui a Sant'Anna di Stazzema non è una liturgia ma un'affermazione impegnativa. Il processo di costruzione europea - ha anche aggiunto - è stato la proiezione esterna, lo sviluppo coerente dei principi che hanno ispirato la Resistenza e unito il popolo italiano attorno alla sua Carta costituzionale".
Citando Thomas Mann ha detto che nazismo e fascismo hanno tentato "un furto di Europa. Lui scriveva: 'L'Europa era il contrario dell'angustia provinciale, dell'egoismo limitato, della rozzezza e incultura del nazionalismo: voleva dire libertà, larghezza, spirito e bontà'. Queste parole di Thomas Mann sono emblematiche, significative. Noi - ha anche affermato il Capo dello Stato -, insieme agli altri Paesi europei, abbiamo compreso che non si dovevano ripetere gli errori successivi alla Grande Guerra, e che la risposta alla volontà di potenza, all'ideologia del dominio e dello sterminio, agli orrori della guerra doveva collocarsi all'altezza della civiltà d'Europa". Mattarella ha continuato il suo "passaggio" dedicato all'Ue ricordando che l'Unione Europea "è ancora fragile ma è anche un antidoto a fanatismi che non di rado esibiscono la loro carica distruttiva".
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.38533194:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38533194:1652777566/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
SCRITTE FOLLI CONTRO GLI EBREI
"Sono comparse, di recente, in questi mesi, scritte contro ebrei sui muri e persino su porte di abitazioni - ha ricordato Mattarella - folli e fanatici assassini hanno colpito cittadini inermi in borghi e quartieri della nostra Europa. Sono fenomeni limitati ma che non possono essere sottovalutati. Perché puntano a colpire i principi, le fondamenta della convivenza, la stessa memoria. La memoria non appartiene mai soltanto al passato ma è parte della nostra vita e della costruzione del futuro". Secondo il Capo dello Stato "dobbiamo essere vigili: i mutamenti epocali in atto ci offrono opportunità straordinarie, in ogni campo, ma al tempo stesso provocano paure, disorientamenti, chiusure. Il germe dell'odio non è sconfitto per sempre. Il timore del diverso, il rifiuto della differenza, la volontà di sopraffazione, sono sentimenti che possono ancora mettere radici, svilupparsi e propagarsi".
LA MEDAGLIA D'ORO
"Con la Medaglia d'oro al valor militare assegnata al Comune, ricordiamo oggi le Medaglie d'oro al valor civile di Stazzema - ha detto il presidente - Vittime ed eroi al tempo stesso: don Fiore Menguzzo, don Innocenzo Lazzeri, Genny Babilotti Marsili, Milena Bernabò, Cesira Pardini, la sorella di Anna, che a Coletti riuscì a nascondersi, a salvare un altro bambino e a portar via la sorellina neonata, che purtroppo non sopravvisse. Sono persone che rappresentano un'intera comunità straziata. In loro nome - ha aggiunto poi riferendosi alle vittime - continuerà l'impegno per costruire una civiltà più libera e giusta, che rappresenta il nostro orizzonte di speranza e che nessuno potrà mai strappare dalle nostre coscienze di italiani liberi". "Con la Medaglia d'oro al valor militare assegnata al Comune, ricordiamo oggi le Medaglie d'oro al valor civile di Stazzema. Vittime ed eroi al tempo stesso: don Fiore Menguzzo, don Innocenzo Lazzeri, Genny Babilotti Marsili, Milena Bernab, Cesira Pardini, la sorella di Anna, che a Coletti riusc a nascondersi, a salvare un altro bambino e a portar via la sorellina neonata, che purtroppo non sopravvisse. Sono persone che rappresentano un'intera comunit straziata. In loro nome - ha detto poi riferendosi alle vittime - continuerà l'impegno per costruire una civiltà più libera e giusta, che rappresenta il nostro orizzonte di speranza e che nessuno potrà mai strappare dalle nostre coscienze di italiani liberi".
ESEMPIO DI RICONCILIAZIONE
Il capo dello Stato ha infine parlato di Sant'Anna come di un "esempio di riconciliazione". "È significativo che in questi luoghi, dove avete, appunto, avuto la forza di erigere un monumento alla memoria e il Parco dedicato alla Pace, si siano vissuti segni di riconciliazione, come la visita del Presidente tedesco Joachim Gauck, del Presidente del Parlamento europeo Martin Schultz - ha detto - che si sono inchinati davanti all'ossario delle vittime. Gesti che hanno mostrato, una volta di più, come l'Europa unita sia la vera risposta di civiltà all'ideologia di oppressione e di morte che il nazismo e il fascismo volevano imporre ai nostri popoli". Mattarella ha anche ricordato che "nei giorni dello sterminio di Stazzema, Elio Toaff era sfollato a Valdicastello, a pochi chilometri da qui, e si salvò fortunosamente da una rappresaglia nazista. Toaff era solito ripetere che 'gli eventi storici acquistano una prospettiva solo a distanza di tempo'".
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.38532529:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2020/02/29/news/il-presidente-mattarella-torna-a-sant-anna-per-la-prima-volta-da-capo-dello-stato-1.38532529]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
