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Una manciata di tamponi tra ospedale e ambulatori Tutti negativi al virus
VIAREGGIO. Panico e psicosi da coronavirus accompagnano da giorni l’evolversi della vicenda sanitaria che attraversa l’Italia, regione dopo regione. Così che si riempiono i carrelli di provviste come fossimo all’Apocalisse, ma anche si canta/balla/mangia tra la folla del Carnevale e delle feste rionali, per poi tornare a casa davanti alla tv e farsi riprendere da mille paure. Con il dibattito sulla classifica dei carri vincitori si infiamma quello sulle notizie sui cosiddetti “casi sospetti”. Come nel caso della giornata di martedì, quando è stato eseguito in Pronto soccorso uno dei 5/6 tamponi effettuati in questi giorni in Versilia, risultato negativo dopo essere passato da uno dei laboratori toscani (a Pisa, Firenze e Siena) cui vengono inviati i test e dai quali torna indietro la risposta in qualche ora.
Nessun caso sospetto, dunque, in Versilia, e nessuno che fino a questo momento risulti aver contratto la malattia. Ma una serie di tamponi effettuati, che si contano sulle dita di una mano. Esami ai quali è stato sottoposto chi sia presentato al Pronto soccorso (dove è stato allestito il pre-triage in tenda, come nel resto della Asl Toscana Nord Ovest) o al proprio medico curante accusando sintomi di chiara malattia febbrile in presenza di un contatto stretto avuto con una persona risultata positiva al Covid-19, o di un rientro in Italia dalla Cina, o con criteri epidemiologici di contatto stretto con la zona rossa , come da indicazioni ribadite proprio ieri dal ministero della salute. Chiunque non si trovi in queste condizioni, ben circoscritte, non deve richiedere di essere sottoposto a tampone e tantomeno deve recarsi in Pronto soccorso.
La Asl Toscana Nord Ovest è tornata ancora una volta, ieri, a ricordare: «Nei Pronto soccorso sono stati strutturati percorsi specifici con l’obiettivo di limitare ogni forma di promiscuità con utenti a sospetto di contagio. Resta valida la raccomandazione a tutte le persone che manifestano sintomi influenzali di rimanere a casa e consultarsi con il proprio medico curante e di non recarsi in ospedale. Per chi si autopresenta ci sono un percorso specifico e quesiti dettati da precisi criteri epidemiologici per formulare le domande di accettazione. Se le risposte alle domande sono affermative, il paziente viene avviato ad un percorso dedicato». In tutti i Pronto soccorso è stato attivato un pre-triage «per le persone che provengono dalle zone a rischio e che presentano febbre, tosse e malattie respiratorie acute. L’accesso spontaneo è possibile solo tramite questo “pre-triage respiratorio”». —
D.F.
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