Il Tirreno

Versilia

IL CASO 

Sos all’ex convivente «Fammi vedere il cane»

L.B.

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PIETRASANTA. «Sto male, sono disperato. E sono pronto a fare lo sciopero della fame». Sono parole amare quelle dell'ex ispettore di polizia che non più tardi di qualche settimana fa gioiva invece per la sentenza che aveva stabilito l'affido condiviso del cane ai due ex conviventi del caso. Ma da quel giorno, era il 24 gennaio, l'uomo non è ancora riuscito a vedere il suo Caronte, il bracco italiano di 13 anni, al quale «sono profondamente legato». Tanto che l'avvocato Michela Bertolozzi, legale dello stesso ex ispettore di polizia, farà una denuncia penale per mancata esecuzione dolosa dell'ordine del giudice - che aveva detto sì all'affido condiviso dell'animale 3 volte alla settimana - in attesa di un nuovo pronunciamento a seguito della richiesta di esecuzione forzata del provvedimento.

«Con una sentenza in mano e un ordine del giudice immediatamente esecutivo io non posso recarmi a vedere il cane. Faccio appello al buon senso che impone a chiunque di rispettare le sentenze. Sono stato costretto a rafforzare le mie cure, sia specifiche per la mia patologia che quelle consequenziali allo stessa che mi sta dando questa frustrante situazione. Cosa sarebbe successo - domanda l'uomo - se il sottoscritto, in caso di sentenza sfavorevole, avesse comunque preteso di vedere il suo cane? In fondo cosa chiedo se non di stare, come legge impone, ogni tanto col mio Caronte. Ha 13 anni, è anziano, non ha molto tempo davanti ed è sempre stato al mio fianco in passato. Ho bisogno di lui e lui di me. Voglio solo abbracciarlo». — L.B.

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