Il Tirreno

Versilia

Il Tar respinge il ricorso, confermato il dissesto di Massarosa

Melania Carnevali
Il Comune di Massarosa
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Il Comune di Massarosa

Secondo il tribunale ci sono tutti i presupposti per la procedura: «Il Comune non può far fronte con rimedi ordinari ai debiti»

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MASSAROSA. «È evidente come dalla relazione del collegio dei revisori siano desumibili i presupposti per la dichiarazione di dissesto e, quindi, sia l’impossibilità dell’ente di assicurare ai cittadini i servizi indispensabili e, ancora, la contestuale impossibilità di fare fronte con rimedi ordinari ai debiti pregressi». Così il Tar mette fine alla speranza di quei 426 cittadini, ex sindaco Franco Mungai in testa, di bloccare la delibera dello scorso novembre con cui è stato dichiarato il dissesto del Comune di Massarosa. Il tribunale fiorentino ha infatti respinto il ricorso sostenendo che nell’ambito della situazione contabile del municipio «il consiglio comunale non potesse essere che obbligato a dichiarare il dissesto, senza che sussistesse alcun ambito discrezionale per il reitero di precedenti procedure che pure erano risultate inefficaci».

I ricorrenti, 426 persone appunto, tra cui tutta l’opposizione di centro-sinistra ed ex amministratori di Massarosa, avevano impugnato la delibera avanzando però un’unica censura: sostenevano che mancassero i presupposti per dichiarare il dissesto e che il Comune guidato da Alberto Coluccini, avrebbe dovuto procedere con un riequilibrio finanziario, cioè con il pre-dissesto, una procedura di durata pluriennale che consente agli enti locali di sanare una situazione di squilibrio strutturale del bilancio. Il Comune «aveva espressamente valutato», ripercorre però il Tar, e poi escluso, il ricorso alla procedura di cui all’articolo 243 bis del testo unico degli enti locali (che prevede la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale), ritenendo che tale procedura non avrebbe consentito il superamento dello squilibrio finanziario, «determinando anzi un aggravamento dello stesso per il conseguente aumento dell’indebitamento». Secondo il tribunale amministrativo nella relazione del collegio dei revisori dei conti «è presente un analitico esame delle entrate e delle uscite del Comune, dando conto dei debiti inevasi, dell’insufficienza degli strumenti utilizzati per ripianare il deficit». Commenta la sentenza Colucciani. «Prendiamo ora tutti atto, nostro malgrado, che il dissesto è la realtà. Spiace che a rimetterci saremo tutti noi cittadini. E dispiace che in questi mesi i ricorrenti hanno messo in dubbio il corretto operato dei revisori dei conti, della dirigente finanziaria e degli uffici comunali: tutti assieme abbiamo cercato in ogni modo di evitare di dover dichiarare il dissesto».

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