Il presidio
Classe senza lavagna elettronica La preside: faremo il possibile
La scuola attende risposte dai tecnici per l’acquisto dei pezzi per montarla L’assessora Galeotti ha saputo del disagio solamente alla fine di gennaio
«Il Comune ha le sue colpe se ci sono stati dei ritardi, non ci nascondiamo dietro a un dito. Ma da quando sono stata personalmente informata dai genitori dei disagi della classe, ho fatto quanto in mio potere perché la lavagna elettronica trovasse la sua collocazione». L’assessora alla Scuola di Camaiore Sandra Galeotti ha saputo solo a fine gennaio che in una classe della Secondaria di Capezzano si attende l’installazione di una lavagna elettronica dall’inizio dell’anno scolastico. La classe sta lavorando con una lavagnetta sulla quale vengono attaccati dei fogli e dove si scrive con i pennarelli. La lavagna classica non può essere utilizzata perché un alunno è allergico al gesso. Risultato: da quando è cominciata la scuola sono passati 153 giorni.
la storia infinita
A settembre la lavagna elettronica già c’era. Il 12 di quel mese, prima che iniziassero le lezioni, la preside Nadia Ambrosioni ha provato a contattare l’ufficio tecnico del Comune perché venisse installata nella classe. Nessuna risposta. Stessa cosa è accaduta con le email inviate l’11 novembre, il 26 novembre, il 6 dicembre e il 9 gennaio. Dal Comune nessuna risposta. I genitori hanno protestato con la dirigente in diverse occasioni: il 24 ottobre durante una prima riunione con i genitori, il 13 novembre durante un consiglio di classe. Il 21 novembre con un’email alla dirigente. Soltanto quando, il 17 gennaio, i genitori esasperati dai continui rimandi, si sono presentati in Comune, l’assessora Galeotti è venuta a sapere del disagio. In quel momento si è attivata affinché l’ufficio tecnico inviasse i propri operai.
il problema tecnico
«Pochi giorni dopo sono venuti - afferma la dirigente Ambrosioni - a quel punto siamo venuti a sapere che mancavano le staffe per fissarla al muro. Gli operai hanno provato nei giorni successivi a capire se poteva essere aggirato l’ostacolo con delle staffe diverse da quelle originali. Ma è stato inutile».
Intanto i giorni sono passati e il disagio rimane anche adesso. E intanto nella nostra storia siamo arrivati ai primi di febbraio.
«Ho scritto alla ditta che ha prodotto la lavagna elettronica - spiega la preside - ma non abbiamo avuto risposte. In questi giorni sto cercando di capire in che modo poter risolvere il problema: mi sono documentata sui pezzi mancati e sto chiedendo quali siano le staffe da comprare».
Il problema principale è che la lavagna non può essere semplicemente appesa ma deve rispettare degli standard di sicurezza in modo che non sia un pericolo per l’incolumità degli alunni. Ad aggravare tutto si aggiunge il fatto che le pareti della classe sono di cartongesso, quindi è necessario del materiale specifico
conto alla rovescia
Ci vorrà un mese o un paio di settimana? Né l’assessora né la dirigente sono in grado di dirlo: «Stiamo aspettando che la ditta che deve compiere l’installazione ci dica quali pezzi comprare. A quel punto saremo pronte a far cominciare i lavori», spiega Ambrosioni. A cui si aggiunge Galeotti: «Una volta avuti i pezzi, ci vuole pochissimo, forse neanche un giorno. Siamo disposti a far lavorare di notte gli operai perché è giusto che questo problema venga risolto, e al più presto, per il bene dei ragazzi e della didattica». —
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