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Gli imprenditori: bene la lotta al degrado ma si rilanci la Marina
torre del lago. Un coro di approvazione ha accolto i lavori di bonifica al ristorante la Lampara sulla Marina di Torre del Lago. Ieri le ruspe sono arrivate per togliere i resti dell’incendio rimasti lì per quasi sette anni. Quei camion vengono presi come un segnale, un presagio che forse non tutto è perduto per la frazione viareggina e che forse c’è spazio per il rilancio. Per questo gli operatori, principalmente ristoratori, che ancora tengono duro e riescono ancora a lavorare, sperano che il Comune e il Parco si facciano carico delle loro istanze: «Ormai siamo rimasti un pugno di ristoratori lungo il viale – racconta Bruno Catalano del ristorante Basilico Fresco – Qui è morte civile: manca un vero e proprio piano di rilancio. Una delle cose di cui ci sarebbe davvero bisogno sono cambi destinazione d’uso perché è necessario diversificare l’offerta. Questo provvedimento porterebbe per esempio alla creazione di B&b. Non si può avere solo ristoranti».
Alcuni credono che sia necessario anche ritrovare un target per la Marina: «C’è stato un enorme calo di gioventù – spiega Stefano Paolini, dell'Alimentari Da Carla - le famiglie se ne erano andate già anni fa. Adesso bisognerebbe costruire qualcosa che sia alla portata dei bambini e fare in modo che venga quel tipo di turismo. E magari valorizzazione del Pucciniano anche d’inverno». Divo Ferrari, titolare del ristorante il Veliero pensa che «la pulizia è la prima cosa. Siamo all’abbandono – dice – Il Comune dovrebbe essere più presente. Ma il problema non è solo dell’amministrazione, anche i torrelaghesi non sono interessati alla Marina».
Per questo tutti dovrebbero «averla più a cuore – come spiega Michele Cinquini del bar Danubio, aperti tutto l’anno da 50 anni – da una parte l’amministrazione dovrebbe curare la parte infrastrutturale. Secondo me la zona di Torre del Lago dovrebbe valorizzare la parte ambientale sul piano turistico e poi non dobbiamo scordarci che Puccini è qua e dovremmo vendercelo meglio».
Roberto Beni del pub “Le tre scimmie” crede che la situazione sia ormai irrimediabile: «Siamo abbandonati da anni. Dopo il mio locale, a parte il Mamamia, è il deserto. Siamo rimasti pochi a sopravvivere, anche se ci mettessimo insieme non ci sarebbe niente da fare. Bisognerebbe tenere pulito, magari prevedere la famosa pista ciclabile e organizzare eventi. Il Comune e il Parco dovrebbero lasciarci liberi di fare il nostro lavoro e di investire». –
C. B. M.
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