Tariffe della mensa più salate per l’88 per cento degli alunni
La giunta Coluccini ha rimodulato i prezzi dei pasti eliminando fasce di reddito «Ma non abbiamo voluto pesare sulle fasce più deboli dei contribuenti»
Il dissesto porta con sé il rincaro delle tariffe. E c’era da aspettarselo. Proprio ieri l’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Coluccini ha annunciato che entrerà subito in atto una modifica delle fasce di reddito con un sostanziale aumento della quota per la maggior parte degli alunni che si servono della mensa. Ben l’88% delle famiglie dovranno pagare di più. Non molto di più, in alcuni casi. In tutto saranno 1629 su 1847 alunni a dover subire un aumento: dai 20 ai 75 centesimi. Il restante 12% avrà invece un abbassamento.
L’amministrazione si dice comunque contenta «aver gravato sulle fasce più deboli che, anzi, sono salvaguardate e in molti casi otterranno un risparmio». In effetti, coloro che hanno un reddito uguale o inferiore a 4500 euro saranno comunque esentati dal pagamento (si tratta di 134 alunni).
Ecco in sintesi quali sono i numeri di questa riforma delle tariffe. Essenzialmente vengono accorpate alcune fasce di reddito a due a due rispetto a quelle precedentemente esistenti e ne vengono aggiunte due per i bambini che vengono da famiglie con un reddito superiore a 12mila euro. A farne i conti saranno coloro che, nella doppietta, vengono da una classe di reddito inferiore perché vedranno un aumento del prezzo, mentre invece chi viene da quella superiore, avrà una riduzione.
Tanto per fare un esempio proprio sopra la classe di esenzione: prima esisteva una fascia di reddito uguale e inferiore a cinquemila euro e una uguale e inferiore a 6250, la prima pagava un pasto 64 centesimi, la seconda 1, 23; adesso le due fasce sono state accorpate in quella “uguale o inferiore a 6250 euro” con una tariffa unica di 90 centesimi. Si nota come coloro che prima pagavano 64 centesimi hanno avuto un aumento di 26 centesimi, mentre quelli che prima pagavano 1, 23 euro hanno avuto uno sconto di 33 centesimi.
Come si può vedere dallo specchietto riassuntivo, c’è stato questo tipo di accorpamento su tutte le fasce fino a 12mila euro. Al di sopra di quella cifra prima esisteva una sola fascia, adesso ne esistono due: quella compresa tra 12mila e 16. 500 e quella sopra ai 16. 500. Tutti gli utenti che prima pagavano 4, 2 euro, adesso subiranno un aumento dai 50 ai 75 centesimi.
«Con l’appello al Tar contro il dissesto – spiega il sindaco – la proposta del centrosinistra è aumentare al massimo le tariffe, con copertura totale del servizio ed eliminando le esenzioni, cosa che siamo riusciti ad evitare. Sono gli stessi che in queste ore stanno mettendo in giro la falsa notizia che i pasti dal prossimo anno supereranno gli 8 euro». –
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