Il presidio
Musei, grotte e iniziative a Levigliani Così il paese non conosce crisi del turismo
Grazie alla determinazione della comunità locale, l’Antro del Corchia nel 2019 ha raggiunto i 25 mila visitatori
le bellezze apuane
Mentre la Versilia, come molti luoghi turistici in Italia, fatica a fare presenze analoghe a quelle di dieci anni fa, e insegue la chimera della destagionalizzazione, c’è una realtà in Alta Versilia che sta rompendo tutti gli schemi. È il paesino di Levigliani con le meravigliose grotte turistiche dell’Antro del Corchia e le miniere di argento vivo.
La coop Sviluppo e Futuro, che si occupa proprio del sistema Corchia Park, ha sfondato i 25 mila visitatori in un anno (il 2019). Un record raggiunto grazie ad un modello di sinergia fra l’industria del marmo, che è la coop Condomini, le proprietà dei beni comuni, e più in generale lo spirito di collaborazione della comunità leviglianese. Quando i turisti visitano l’Antro e i due musei che si trovano nel paese, rimangono affascinati anche dalla descrizione di questo modello di sviluppo e cooperazione. Uno dei due musei è “Lavorare liberi”: descrive com’è nata la coop Condomini e i sacrifici che alcuni avi di Levigliani hanno fatto per aprire la cava di marmo arabescato sul monte Corchia e far funzionare quell’economia. «Alla base – dice Emiliano Babboni, presidente di Sviluppo e Futuro – c’è la stessa filosofia. Abbiamo tre pilastri: il marmo che è la colonna portante, i beni comuni che affittano i terreni (che furono acquistati nel 1700 dal Granduca di Toscana) e soprattutto la lungimiranza e lo spirito di comunità che fa sì che parte delle risorse siano reinvestite nel paese».
Duecento mila euro due anni fa e altri duecento nei prossimi tre anni, sono i soldi che stanno investendo sul sistema Corchia Park, di cui l’Antro è l’attrazione principale. Levigliani ha deciso di puntare sul turismo, e ci sta riuscendo bene, dopo anni di sacrificio e difficoltà. Le grotte – si tratta di un percorso di circa 1 chilometro e mezzo da fare insieme alle guide – non avevano mai superato la soglia delle 20 mila presenze, dal 2001 che sono aperte.
Lo scorso anno il duro lavoro e le risorse spese hanno portato al primo risultato importate, 25. 500 biglietti strappati. Per quest’anno si punta invece alle 30 mila, e 35/40 mila nel 2022.
«Spesso si parla di turismo sostenibile – dice Babboni – e noi ce la stiamo facendo: non è semplice ma abbiamo fatto qualcosa in controtendenza. Siamo ancora piccoli ma con grandi prospettive di crescita. In tutto ciò c’è una serie di benefici collaterali di una gestione virtuosa delle risorse che abbiamo, come il fatto di gestire le cave con un’estrazione ridotta rispetto a 20 anni fa, per preservare la materia anche per le generazioni future: tutto ciò ha permesso di creare più lavoro e avere un tasso di disoccupazione bassissimo a Levigliani, minore rispetto alle medie nazionali, fra il marmo, il turismo, e le attività commerciali. Alcune guide provengono da Firenze o da Pisa perché talvolta non riusciamo a trovarne in zona».
Così Levigliani è uno dei pochi paesi che non si spopola, di fronte ad un Comune che nel 2019 è sceso – forse per la prima volta dal dopoguerra – sotto i 3 mila abitanti. Anzi, è una frazione viva e attiva, con un caffè circolo molto frequentato, e in cui negli ultimi 5 anni sono nate due manifestazioni fra le più conosciute dell’Alta Versilia: Levigliani Wine Art e la Befana. «Questa piccola comunità – conclude Babboni – sta cercando di far coesistere e lavorare insieme due mondi che apparentemente sono distanti». —
Tiziano Baldi Galleni
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