La vittima dello stalker resta senza casa e senza lavoro
Assistita dalla Casa delle donne e dal Codice rosa della Versilia ha visto arrestato il suo persecutore ma deve recuperare la propria vita
VIAREGGIO. Aveva udienza in Tribunale a Lucca non solo per le violenze contro la convivente, ma anche contro la ex moglie, l’uomo di origini campane arrestato nei giorni scorsi dai poliziotti del commissariato di Viareggio. Il quale si era reso latitante, violando gli arresti domiciliari, per tornare in Versilia a cercare la ex compagna che lo aveva denunciato. Storia tra le più terribili passate dal Centro anti violenza della Casa delle donne di Viareggio che alle vittima ha offerto l’assistenza legale necessaria. Storia di violenza e stalking che rovina la vita, getta chi ne è vittima in uno stato d’animo di chi è sempre sul chi va là, impossibilitata a vivere un’esistenza normale, serena pur in mezzo alle difficoltà.
A raccontarlo sono le volontarie della Casa delle donne che da tempo hanno preso in carico la vicenda e chi ne è stata protagonista, visto che la storia di violenza è stata densa di episodi, nonostante la relazione tra la donna ed il suo persecutore sia durata un anno scarso.
Ai primi di agosto dello scorso anno la donna, per sfuggire all’uomo che l’aveva raggiunta a casa e non le dava tregua, si è rifugiata in un albergo. Ma l’uomo - così il comunicato del commissariato dopo i fatti - l’aveva raggiunta e riportata a casa dopo averla nuovamente picchiata. Casa dalla quale la donna non era riuscita ad uscire fino al 10 agosto quando è riuscita a fuggire per raggiungere il commissariato di polizia. Nei mesi successivi, però, la vittima delle violenza ha ritrattato - presa dallo scrupolo di non aggravare ulteriormente la posizione dell’ex compagno - di essere stata costretta in casa dall’uomo. Il quale l’ha prontamente denunciate per diffamazione.
Tra gli episodi che la donna ha denunciato anche il fatto di aver trovato - svegliandosi all’improvviso - l’ex convivente ai piedi del proprio letto, alle 4 di mattina, entrato dalla finestra con la scusa di dover prendere oggetti che gli appartenevano.
Arrestato in flagranza, il quarantenne era a processo per maltrattamenti, lesioni e violenza privata minacce. Per lui era stata disposta la misura del divieto di avvicinamento alla ex compagna e poi erano arrivati gli arresti domiciliari. Che ha violato non appena avuto il permesso di partecipare alle udienza che lo vedevano imputato.
«Si è recato sotto casa della donna e solo per caso non l’ha trovata», raccontano le volontarie del Centro anti violenza che hanno lavorato in stretto contatto con l’Autorità giudiziaria e la referente del Codice Rosa per il Distretto della Versilia (Paola Dinelli) riuscendo, proprio grazie al sistema di protezione del Codice rosa, a mettere rapidamente la donna sotto protezione. Poi ha fatto visita ad un ufficio pubblico dove evidentemente sapeva che la donna si sarebbe recata, non trovandola per fortuna.
«Mi tremano le gambe. Mi hanno detto che era qui. All’uscita dall’ufficio», sono le parole spaventate della telefonata fatta dalla donna ad una volontaria del Centro anti violenza. «È ossessionato da lei», raccontano al Centro nel descrivere il quarantenne campano finito di nuovo agli arresti, ma questa volta in carcere.
Adesso , però, il sostegno alla donna vittima di violenza e di stalking non finisce qui. La signora è rimasta senza lavoro e senza casa, costretta in un alloggio di fortuna. Una situazione che non la aiuta a rialzarsi dalla “botta” che la vita le ha inferto facendole incontrare la persona sbagliata che più sbagliata non poteva essere.
Intorno alle vicenda delle donne vittime di violenza occorre che la comunità tutta si faccia carico di un sostegno, costruendo una rete efficace ed efficiente intorno alle vittime di uomini che picchiano e non danno tregua con tutti i mezzi a loro disposizione. È quello che chiede da tempo la Casa delle donne di Viareggio, presieduta da Ersilia Raffaelli. Bene. Questa ennesima vicenda, femminicidio mancato solo perché la macchina giudiziaria ha funzionato alla perfezione insieme a tutti o soggetti che sul territorio sono chiamati ad affrontare questi casi, è l’occasione per dimostrare che la Versilia è solidale con le donne che subiscono violenza. Servono un lavoro ed un posto dove abitare. Non è poi così difficile offrire la risposta necessaria ed aiutare una persona a ritrovare la propria serenità e un po’ di futuro.
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