Il Tirreno

Versilia

Domenica di festa in Cittadella senza pioggia Hangar aperti e i fratelli Breschi danno spettacolo

Simone Pierotti
Domenica di festa in Cittadella senza pioggia Hangar aperti e i fratelli Breschi danno spettacolo

Tempo clemente dopo la giornata che ha bagnato e guastato il primo corso mascherato dell’edizione 2020 

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l’iniziativa

«Avesse fatto una giornata così ieri...». Tutti lo hanno pensato, tutti lo hanno espresso a voce alta alla Cittadella: alla festa pomeridiana che da tre anni a questa parte va in scena all'indomani delle sfilate del sabato sera, era il commento più gettonato. E quello che ieri, in caso di annullamento della prima uscita dei carri, avrebbe dovuto essere il “piano B” della Fondazione Carnevale si è rivelato una (piacevole) occasione per scambiarsi gli immancabili commenti del giorno dopo. “Scortati” dalla Burlacar a tetto scoperto con Burlamacco e Ondina a salutare grandi e piccini, la banda della Filarmonica La Versilia e gli sbandieratori del Palio dei Micci di Querceta hanno aperto le tre ore di festa alla Cittadella. Il piazzale intitolato a Burlamacco è diventato così una vera e propria agorà come nell'antica Grecia, dove magari non si discute di democrazia ma di carri di prima e seconda categoria, di possibili vincitori fra sorprese e delusioni. Su un punto tutti sembrano essere d'accordo: solo con il sole, o comunque in assenza di condizioni meteo proibitive, si potranno davvero giudicare le costruzioni nella loro completezza. Impossibile, insomma, esprimersi in via definitiva dopo una prima sfilata funestata dall'acqua. Il copione era solito di sempre, ma perché cambiare?

Le porte dei musei aperte per le famiglie viareggine e forestieri - in parecchi hanno deciso di addentrarsi nell'Espace Gilbert, l'hangar in cui vengono esposti i mascheroni delle passate edizioni del Carnevale -, la sfilata dei carri lillipuziani dell'associazione "Carnevale in miniatura" che i bambini guardano meravigliati (nell'anno del cinquantenario del Carnevaldarsena è spuntata una simpatica minicarretta con un polpo, simbolo del Baccanale, che con un tentacolo si toglie un cappello gialloverde, i colori del rione), le canzoni della tradizione viareggina diffuse dagli altoparlanti. Ed è stata -una vera sorpresa, per i carnevalari più incalliti sentire motivetti dai più dimenticati come “Bambine belle”, brano ufficiale del 1965, o “Maschere e nuvole”.

E di maschere e nuvole ce n'erano assai in Cittadella, ieri. Più le prime che le seconde, in verità: tantissimi i bambini che scorrazzavano per la Cittadella lanciando coriandoli e stelle filanti indossando i costumi più variegati. E poi gli hangar aperti, con i carri fermi - anche se c'è stato chi, vedi i fratelli Breschi, non ha rinunciato a improvvisare uno spettacolo di luci - e a riposare nella loro casa. Fermi, ma non per questo ignorati dai visitatori. L'ennesimo pienone di ieri - basti vedere i parcheggi della Coop e del vicino centro commerciale presi d'assalto - ripropone semmai il solito interrogativo: non sarebbe il caso di rendere più facilmente collegabile la Cittadella, magari anche con delle piste ciclabili o un percorso pedonale, disincentivando l'uso delle automobili? —

Simone Pierotti

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