Italia
Un regalo alla città griffato Enrico Coveri
Esposte alla Gamc quaranta opere della collezione della casa di moda fiorentina: ci sono anche le firme di Warhol e Guttuso
Viareggio. Che c’incastra il mondo del Carnevale con quello della moda? Se lo domandava – comprensibilmente – Francesco Martini Coveri, nipote dello stilista Enrico, quando la Fondazione Carnevale si è presentata negli uffici della celebre maison fiorentina per proporre una collaborazione.
Fino a quando non ha messo piede in Cittadella: «Lì ho capito che avevamo a che fare con degli artisti: c’era un costruttore che stava saldando e ci ha spiegato il suo carro con una poesia e in un modo che solo gli artisti hanno».
Nasce così “Festa”, la mostra che riunisce una selezione – una quarantina di opere – della grande collezione di Palazzo Coveri a Firenze: allestita dall’architetto Paolo Riani e inaugurata ieri pomeriggio alla Gamc, rimarrà aperta al pubblico fino al 15 marzo. Il titolo si rifà alla festa che Coveri organizzò sul Canal Grande nel febbraio 1985 e che portò sulla laguna tutto il jet set dell’epoca. E c’è uno dei quadri esposti, “Carnevale a Venezia” di Bruno Prota, che ci racconta il Coveri che non t’immagini: «Enrico amava i colori, il divertimento e amava anche il carnevale», spiega il nipote Francesco.
Dalla Serenissima a un’altra capitale carnevalesca, allora. Più precisamente a Viareggio e al suo Palazzo delle Muse che per un mese e mezzo ospiterà opere – tra gli altri – di Andy Warhol e Renato Guttuso, entrambi legati ad Enrico Coveri da una straordinaria amicizia, foto di Maurizio Galimberti e quella che la curatrice della mostra Beba Marsano definisce «un’antologia storica delle più importanti collezioni di Coveri», ovvero una serie di abiti ispirati all’arte di Keith Haring, Marco Lodola e Adriano Buldrini.
Dietro ogni opera si celano aneddoti e curiosità. Come il ritratto che Coveri commissionò ad Andy Warhol: gli chiese qualcosa di speciale e l’artista rispose frantumando le celebri paillettes, marchio di fabbrica dello stilista fiorentino, per ottenere dei brillantini da appiccicare sul ritratto.
O come i dipinti del brasiliano Romero Britto, il beniamino di Hollywood e della dinastia Kennedy, nati da un incontro casuale con Silvana e Francesco Coveri in un museo a Miami.
«Tutta la famiglia Coveri ha fatto davvero un bel regalo alla città di Viareggio – commenta la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci – è una mostra senza eguali in Italia, ce la invidieranno in parecchi. Il tema delle sfilate di quest’anno è quello delle generazioni e credo che Coveri sia rimasta l’unica grande maison dove c’è un passaggio di testimone all’interno della stessa famiglia. Questo progetto è frutto di un lavoro di squadra proprio come succede negli hangar della Cittadella, dove chi passa lascia un’idea o una pennellata contribuendo al risultato finale». —
Simone Pierotti
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