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C’è un versiliese dietro al film candidato agli Oscar francesi
Stefano Leone è l’aiuto regista nel documentario “M” di Zauberman l’opera che parla di pedofilia e amore in lizza ai Cesar
cinema
Stefano Leone, originario di Pietrasanta, ma che si sente ormai un versiliese (cioè di un po’ tutti i comuni della storica Versilia), ha messo a segno un punto importate per la sua carriera di cameraman e aiuto regista. Il film documentario “M”, di Yolande Zauberman, di cui è stato aiuto regista, uscito ad aprile 2019 nei cinema di Europa – prima di tutto in quelli di Parigi – sta ricevendo infatti grandi riconoscimenti da parte della critica. Fra gli ultimi il premio Lumiere 2020 a Parigi, come miglior “film-documentaire”. Mentre ha appena ricevuto una nomination ai Cesar (gli Oscar francesi) che si svolgeranno il 28 febbraio. Ma in totale questa pellicola ha già ricevuto ben 11 riconoscimenti in altrettante nazioni. È stato nel 2017 e il 2018 a Tel Aviv e Gerusalemme.
«Questo film lo stento tanto per il rapporto che mi lega alla regista», dice Leone che è stato ingaggiato con una chiamata telefonica proprio dalla regista e sceneggiatrice francese. «L’opera cinematografica parla di amore e di pedofilia. Il protagonista – spiega Stefano Leone – è un ragazzo che racconta il suo passato: ritorna nei luoghi dove è stato violentato, e così avviene una riconciliazione con la famiglia. L’amore che emerge non è quello classico fra due persone, ma quello nei confronti della religione e della vita. Ma il film denuncia anche gli abusi nei confronti dei bambini».
Strano Leone non è stato soltanto aiuto regista, ma anche assistete al montaggio. Quando “M” è uscito nei cinema a Parigi è stato campione di incassi la per una settimana. «Mi dispiace che la pellicola non riusciremo a vederla in Italia, mentre è stata proiettata in tutti i paesi dell’Europa. C’è un problema culturale qui, e forse non ha attratto a livello commerciale per gli standard italiani». Stefano ha iniziato questa professione nel 2005. Ha 12 anni di esperienza alle spalle e tanta gavetta. «Mi sono formato studiato cinema nelle scuole a New York. Poi sono tornato in Italia». Ha collaborato anche al film “Elio Petri, appunti su un autore” che è stato presentato al Festival di Venezia nel 2005, vincendo nella categoria “Le giornate degli autori” il premio “Francesco Pasinetti” come miglior film-documentario. —
Tiziano Baldi Galleni
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